di F.M.

In primo grado era stato condannato all’ergastolo. In appello la pena era scesa a 17 anni. Adesso, dopo il ricorso in Cassazione e la nuova pronuncia della corte d’appello di Firenze, la pena è nuovamente salita a 30 anni di reclusione. Il protagonista è Rustam Zagirov, ex cittadino dell’Unione Sovietica condannato per l’omicidio della badante ucraina Liube Chyuico, strangolata nel parco Sant’Anna a Perugia nel luglio del 2006.

Zagirov aveva affrontato un primo grado a Perugia che gli era costato l’ergastolo, poi, con la difesa dell’avvocato Luca Gentili, la corte d’appello di Perugia gli aveva riconosciuto la semi infermità mentale e aveva riformato la sentenza riducendo la pena. Dopo l’accoglimento in cassazione dei ricorsi sia della difesa che della procura, era stato fissato il nuovo appuntamento in corte d’appello a Firenze. Inaspettatamente però Zagirov ha rinunciato alla difesa di Gentili un mese fa ed è andato in appello con un difensore d’ufficio.

L’uomo ha ucciso la badante ucraina nel parco Sant’Anna di Perugia, anche se, dopo una prima confessione ritrattò dicendo che le sue parole erano state travisate. L’aveva uccisa strangolandola con il laccetto della sua borsa, l’aveva picchiata e aveva infierito sul suo viso con una scarpa. Poi l’aveva anche rapinata della sua borsetta prima di lasciarla esanime sul pavimento dei bagni pubblici del parco.