
di Fra. Mar.
E’ stato arrestato in esecuzione di una condanna definitiva a 1 anno e sei mesi per reati di droga, il clochard Antonio Curatolo, che nel processo di primo grado ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito testimoniò contro di loro. Curatolo disse di aver visto i due ex fidanzatini nei pressi della casa in cui venne uccisa Meredith Kercher in un’orario compatibile con quello della morte di Mez. Amanda e Raffaele hanno sempre detto di trovarsi in casa dello studente pugliese quella sera.
Curatolo in aula il 16 marzo prossimo Proprio Antonio Curatolo dovrebbe essere nuovamente sentito dalla Corte d’Assise d’Appello di Perugia il 26 marzo prossimo. Il clochard disse anche di aver visto Amanda e Raffaele la sera del delitto in Piazza Grimana. Disse di aver visto il ragazzo alzarsi e dirigersi verso la ringhiera, per poi sporgersi all’esterno in direzione del casolare di via della Pergola, dove avvenne il delitto e di aver visto i due insieme, fino alle 23:30 circa. A chiederne la testimonianza nel processo di secondo grado è stata la procura generale che lo ha indicato come controprova ai testi indicati dalla difesa di Raffaele Sollecito e ammessi dai giudici di secondo grado.
I testimoni della difesa Sollecito In particolare, il 12 marzo prossimo, in aula testimonieranno alcune persone, che, secondo i legali di Sollecito, dovrebbero smentire lo stesso Curatolo. Il clochard, colloca temporalmente il suo ricordo degli ex fidanzatini in Piazza Grimana, perche’ disse che quella sera c’erano gli autobus che fanno da navetta con le discoteche della periferia di Perugia e perche’ la mattina dopo era pieno di poliziotti. La difesa di Raffaele Sollecito ha chiamato a testimoniare due titolari di discoteche, una pr, e un funzionario della Siae che testimonieranno che quella sera non c’erano navette per le discoteche perche’ erano chiuse dopo la serata di Halloween.
Il processo d’appello Amanda Knox e Raffaele Sollecito, condannati in primo grado a 26 e 25 anni di carcere in primo grado, si sono sempre detti innocenti. Gli ex fidanzatini stanno affrontando ora il processo d’appello. Le loro difese per ora hanno ottenuto una nuova perizia sul gancetto del reggiseno di Meredith e sul coltello ritenuto l’arma del delitto. Le operazioni peritali sono iniziate da poco a Roma, i tecnici sono ora in attesa del kit utile per provare ad analizzare nuovamente i reperti. In caso contrario, i giudici hanno chiesto ai periti di valutare se le analisi fatte dalla polizia scientifica possano aver subito delle contaminazioni.
