Marc Benioff investe nell’AI di casa Cucinelli, ossia Callimacus, «concepita per rendere possibile una nuova generazione di siti web e applicazioni privi di pagine». A renderlo noto è direttamente una nota stampa diffusa da Solomei AI, la società che ha sviluppato Callimacus, spiegando anche che l’operazione di investimento di Salesforce «rientra nell’ambito di applicazione della normativa italiana sul “golden power”, che si applica agli asset tecnologici ritenuti di rilevanza strategica nazionale». In questo senso, il disco verde finale all’investimento di Benioff nella AI di Cucinelli «è subordinato all’autorizzazione della presidenza del Consiglio dei ministri (Dipartimento per il coordinamento amministrativo)».

Nella nota viene spiegato che «Solomei AI oggi ha sottoscritto un accordo per un investimento da parte di Salesforce, leader mondiale nelle soluzioni Crm (customer relationship management) basate sull’AI». La scelta della società guidata da Marc Benioff «contribuirà a sostenere le iniziative di Callimacus volte ad ampliare le proprie capacità ingegneristiche e di ricerca in ambito AI, ad accelerare lo sviluppo prodotto e ad espandere le operazioni commerciali in Europa e Nord America». Se arriverà l’ok di Palazzo Chigi, dunque, Salesforce entrerà tra i «fondatori e azionisti iniziali di Solomei AI, tra cui Foro delle Arti spa e la holding della famiglia Cucinelli», ricorda una nota.

A dire che «con un certo orgoglio e con sincera soddisfazione presento un progetto che apre alla tecnologia nuove straordinarie possibilità per il tempo a venire» è stato Brunello Cucinelli, presidente di Solomei AI, sostenendo che «tre anni fa io e Marc Benioff abbiamo iniziato un lavoro con matematici, filosofi, umanisti e tecnologi, da cui è nato Callimacus» per «rendere disponibile un prodotto semplice, intuitivo e parlante il linguaggio degli umani; una sorta di nuovo web, senza più pagine, categorie, percorsi predeterminati, in grado di accompagnare l’intento di ciascun navigatore». In questo quadro, Cucinelli afferma di «guardare con grande fiducia e speranza al percorso che Callimacus potrà intraprendere grazie all’investimento di Salesforce», sottolineando che sono «molteplici le applicazioni che in tanti settori, in tutto il mondo, Callimacus potrà avere, ed è per me un onore invitare i nostri clienti a scoprire con Callimacus la libertà di apprendere, scegliere e agire del nostro vivere digitale».

Dal canto suo, nella nota, Marc Benioff sostiene che «Brunello ha sempre creduto che la tecnologia debba elevare l’umanità, e questa convinzione è al cuore di Callimacus. Il team – è la sua dichiarazioen – ha sviluppato una piattaforma innovativa che ripensa, grazie all’AI, le esperienze digitali, unendo capacità conversazionali, contesto aziendale e personalizzazione in tempo reale, per creare modalità del tutto nuove con cui le imprese possono coinvolgere i propri clienti». Anche Marc Benioff si dice «orgoglioso di collaborare con Brunello e il team di Solomei AI nell’aprire la strada a una nuova generazione di esperienze basate sull’intelligenza artificiale».

Ma cos’è Callimacus, l’AI di casa Cucinelli? Si tratta di una piattaforma «concepita per rendere possibile una nuova generazione di siti web e applicazioni privi di pagine» quindi «anziché guidare i visitatori attraverso una navigazione rigida e predefinita, Callimacus si avvale di un’orchestra di agenti AI per comprendere l’intento di ciascun visitatore e comporre in tempo reale un’esperienza personalizzata, integrandosi coi sistemi digitali e di commercio elettronico tradizionali», spiega una nota.

In questa fase, si «sta brevettando la tecnologia alla base della generazione delle esperienze in tempo reale», con le «capacità della piattaforma che sono state validate per la prima volta nel gennaio 2026, con il lancio di una nuova esperienza di e-commerce per il marchio del lusso Brunello Cucinelli». La messa a disposizione di Callimacus ha generato «un interesse spontaneo significativo – è sempre scritto nella nota di Solomei AI – da parte di imprese operanti in molteplici settori, a conferma della necessità che i siti web statici tradizionali evolvano per rispondere alle istanze della nascente era agentica».