Sabato mattina a Perugia l'inaugurazione dell'anno giudiziario (Foto Troccoli)

di Francesca Marruco

La domanda di giustizia e le notizie di reato non hanno registrato un aumento considerevole rispetto agli scorsi anni in Umbria, ma l’organico della giustizia che a queste domande deve dare risposta risulta ancora insufficiente, per questo il numero dei processi definiti continua a risultare minore di quelli sopraggiunti. Questo in sintesi il quadro emerso dagli interventi che si sono succeduti durante la cerimonia per l’inaugurazione dell’anno giudiziario che si è tenuta sabato mattina a Perugia.

Il presidente Wladimiro De Nunzio L’andamento della giustizia in Umbria, ha detto il presidente della Corte d’Appello De Nunzio, è in linea con il trend degli scorsi anni. Il presidente ha poi spiegato che l’Umbria «consta di una popolazione che non raggiunge il  milione di abitanti, ma, la presenza di molti stranieri e studenti da una parte e l’attribuzione  di particolari competenze rispetto a soggetti residenti nel Lazio dall’altra, fanno sì che la  effettiva domanda di giustizia nel territorio sia nettamente superiore a quella prevedibile  tenendo conto del solo dato residenziale». Ciò nonostante «rispetto a questa effettiva domanda di giustizia certamente non è proporzionata la pianta organica della magistratura e del personale  amministrativo» che è, come già più volte denunciato anche dallo stesso presidente «inadeguata». «Su un organico formale di 83 posti stanno esercitando concretamente 67 magistrati». Inoltre, un altro grande problema perugino sono le pendenze che arrivano dal Lazio per competenza che, di fatto, paralizzano il lavoro della corte d’appello di Perugia.

Il procuratore Giancarlo Costagliola Il procuratore generale presso la Corte d’Appello di Perugia Giancarlo Costagliola, ha affermato che «la quantità degli appelli proposti dagli imputati è ormai tale da non poter più essere sostenuta dai magistrati della Corte d’Appello addetti al settore penale che da parecchi mesi sono dimezzati, rispetto ad un organico già di per sé sottodimensionato che prevede una sola sezione composta da un presidente e solo cinque consiglieri». Questa situazione crea un aumento dei procedimenti che finiscono in prescrizione. A tal proposito, il pg auspica una riforma «per porre riparo all’avvilente fenomeno delle crescenti prescrizioni in appello». Inoltre, per quanto riguarda la prescrizione, secondo il pg, la riduzione dei termini della stessa «ha definitivamente affossato il sistema giudiziario penale», visto che gli imputati fanno di tutto per allungare i processi allo scopo di farli cadere in prescrizione. E questo incide anche sui carichi di lavoro della Corte d’Appello che aumentano a dismisura.

Occorre depenalizzare Secondo il procuratore poi servirebbe una maggiore depenalizzazione «dopo decenni in cui ha regnato un incontrastato “panpenalismo”  – ha detto – fondato sull’erronea convinzione che tutti i divieti dovessero essere imposti con la previsione di una sanzione penale, sarebbe stata necessaria una massiccia depenalizzazione». La depenalizzazione, per il procuratore, avrebbe dovuto essere più «massiccia» di quella «tentata con pochi provvedimenti che addirittura in alcuni casi per un verso hanno depenalizzato alcune contravvenzioni e per un altro hanno istituito nuove fattispecie di reato», come ad esempio, cita il procuratore, la «non facilmente comprensibile modifica della disciplina delle sostanze stupefacenti»

Il presidente dell’Anm Umbria Manuela Comodi Il sostituto procuratore Manuela Comodi, nelle vesti di presidente della sezione umbra dell’Associazione nazionale magistrati, ha dato lettura di un documento della stessa associazione diffuso in tutta Italia per la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. «L’inaugurazione dell’anno giudiziario è la sede più appropriata per ribadire con forza che i magistrati continueranno a svolgere il compito loro affidato, senza lasciarsi intimidire e avendo come unico riferimento i principi di legalità e di eguaglianza sanciti dalla costituzione italiana». «Gli insulti – ha sostenuto ancora la Comodi – sono contro la giustizia» e «i magistrati continueranno a svolgere il loro compito senza lasciarsi intimidire». La Comodi, a nome dell’Anm, si è infine augurata che la gente comprenda che «le resistenze dell’associazione non sono corporative».

Perugia, settore penale al collasso Quanto alla situazione locale, il sostituto procuratore Manuele Comodi ha parlato di «allarme», dovuto ai problemi di organico «inadeguato» che creano «sofferenza» e a «riforme inefficaci» che non aiutano. Non solo.  C’è una grossa «sperequazione tra il capoluogo e le sedi distaccate». Tutti elementi che portano a parlare di «collasso del settore penale di Perugia» con «processi rinviati ad oltre un anno di distanza».

Loretta Internò, rappresentante Federmot «Gli onorari lavorano, non collaborano. Senza il nostro intervento, i tribunali collasserebbero» ha detto invece Loretta Internò in rappresentanza dei magistrati onorari (Federmot) del distretto perugino. Viste le condizioni in cui lavorano gli onorari, la Internò ha parlato di una «riedizione del lavoro forzato, soprattutto per chi svolge questo lavoro come fonte di reddito principale. Perché gli stipendi sono i più bassi in assoluto».

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