Il luogo dello schianto e i due ragazzi deceduti

Arriva oggi il nulla osta della Procura per la restituzione dei cadaveri di Samuele Morettini, 16 anni, e Leonardo Bertino, 17, i due ragazzi di San Martino in Colle morti nell’incidente stradale avvenuto giovedì poco dopo le 23 a Sant’Enea. Dopo il provvedimento potranno essere fissati i funerali. Al centro degli accertamenti disposti dal pubblico ministero Patrizia Mattei ci sono anche i dubbi sull’utilizzo delle cinture di sicurezza da parte delle due vittime.

L’autopsia L’esame autoptico è stato eseguito dal medico legale Sergio Scalise Pantuso, affiancato dai consulenti di parte. Tra i quesiti affidati dall’inquirente c’era quello di accertare «la compatibilità delle lesioni sui corpi con l’uso delle cinture di sicurezza». Dai primi rilievi, infatti, è emerso che i due ragazzi, che viaggiavano sui sedili posteriori, potrebbero non averle indossate.

Lo schianto Samuele Morettini e Leonardo Bertino viaggiavano insieme ad altri tre amici su una Mercedes Classe A. All’uscita di una curva lungo la strada Marscianese, l’auto è sbandata, è uscita dalla carreggiata, ha raggiunto la banchina sul lato destro e si è ribaltata più volte, finendo la sua corsa contro il muro di un’abitazione. I due giovani sono stati sbalzati fuori dall’abitacolo e sono morti sul colpo. Gli altri occupanti della vettura sono rimasti feriti, ma non in modo grave.

L’indagine La Procura di Perugia ha aperto un fascicolo per omicidio stradale e ha iscritto nel registro degli indagati il conducente dell’auto, un 18enne neopatentato. 

La velocità Tra gli elementi al vaglio degli investigatori c’è anche la velocità del veicolo. Nel capo d’imputazione provvisorio viene contestata al conducente la «colpa generica per negligenza, imprudenza e imperizia». Secondo l’ipotesi della Procura, il 18enne avrebbe omesso di regolare la velocità alle caratteristiche e alle condizioni della strada, in un tratto dove il limite è di 50 chilometri all’ora.

La curva Stando alla contestazione provvisoria, il giovane avrebbe inoltre omesso di moderare la velocità in prossimità della curva, sterzando bruscamente per motivi «allo stato sconosciuti e in corso di verifica». La manovra avrebbe provocato la fuoriuscita dalla carreggiata e i successivi ribaltamenti dell’auto. Al conducente viene contestato anche di aver causato lesioni agli altri trasportati, tra i quali un minore.

Gli accertamenti L’autopsia avrebbe confermato, nella sua drammaticità, la causa traumatica della morte dei due ragazzi. Il medico legale avrà 60 giorni di tempo per depositare le conclusioni, anche in merito alla compatibilità delle lesioni con l’eventuale utilizzo delle cinture di sicurezza.

La dinamica Nei prossimi giorni la Procura conferirà inoltre l’incarico a un ingegnere per la ricostruzione tecnica dell’incidente e per approfondire la dinamica dello schianto. L’accertamento dovrà contribuire a chiarire, tra gli altri aspetti, la velocità dell’auto e la sequenza degli eventi che hanno portato alla morte dei due giovani.