Nel riquadro Leandro Porcacchia

di Fra.Mar.

Si è riservato una decisione nelle prossime ore il gip  di Terni Pierluigi Panariello, sulla convalida degli arresti di Leandro Porcacchia e Sergio Briganti, rispettivamente il direttore di Confcommercio di Terni e un suo collaboratore.

Le accuse I due sono stati arrestati dalla squadra mobile della questura di Terni diretta da Tommaso Niglio, mentre, secondo la ricostruzione accusatoria, prendevano dei soldi da un ristoratore per oliare una pratica relativa al trasferimento dell’attività commerciale di quest’ultimo.

Le difese e il gip Gli avvocati dei due uomini respingono al mittente le accuse, e sostengono che nelle oltre tre ore di udienza in carcere giovedì mattina, i due arrestati hanno spiegato tutto al giudice che dovrà decidere se lasciarli in carcere o meno. Secondo le difese i due arrestati non avrebbero messo in atto alcuna estorsione, ma avrebbero solo chiesto dei soldi per una consulenza effettuata al ristoratore che li ha denunciati. Al massimo, ipotizza, Renato Chiaranti, difesa Briganti, può essersi trattato di truffa.

Il lavoro della mobile La denuncia risale a tre mesi fa. Tre mesi in cui i poliziotti, coordinati dal pubblico ministero Elisabetta Massini, hanno indagato, seguito e ascoltato i due arrestati, che, secondo quanto trapela, potrebbero non essere gli unici a finire nell’occhio della mobile di Terni. I tantissimi documenti sequestrati in Confcommercio e nelle abitazioni dei due, specialmente nella cassaforte di Porcacchia, potrebbero portare a nuovi scenari. Sembra in particolar modo legati anche agli Eventi Valentiniani del 2005, quando Porcacchia era al vertice. Per ora nulla di ufficiale. Solo tanto documenti potenzialmente importanti da passare al setaccio.

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