Immagini tratte dalla perizia

di Enzo Beretta 

È stata depositata la perizia dell’ingegnere Andrea Adriani, nominato dal giudice per ricostruire la dinamica dell’incidente avvenuto il 16 gennaio 2023 in via Sandro Pertini, in cui un ventenne di Gualdo Tadino è stato investito da una Fiat Panda condotta da una 43enne folignate, poi fuggita senza prestare soccorso. A causa di quell’incidente il giovane, rimasto ferito in un fosso per quasi venti ore, riportò gravi lesioni.

La perizia Secondo la perizia, al momento dell’impatto, avvenuto alle 17.36 sotto una forte pioggia, la conducente viaggiava a una velocità stimata di circa 55 km/h, superiore al limite di 50 km/h. Il pedone sarebbe stato investito con un urto di tipo ‘wrap’ – è spiegato nella perizia, che si compone di 40 pagine – impattando frontalmente con l’auto e successivamente con il parabrezza, prima di essere proiettato in avanti per circa 18 metri. Scrive l’esperto: «Lungo l’asse stradale il punto presunto dell’urto è stato individuato circa 18 metri prima della posizione di quiete del pedone, la quale si ritiene possa coincidere con il punto in cui sono stati rinvenuti il berretto e le cuffiette del pedone». Dall’analisi dei dati emergerebbe che la conducente era distratta dall’uso del cellulare, elemento ritenuto determinante per la mancata percezione del pedone e quindi per la causazione del sinistro. La relazione evidenzia che, se la donna avesse prestato attenzione alla strada, avrebbe avuto la possibilità di fermarsi o quantomeno ridurre la velocità per mitigare le conseguenze dell’impatto. Anche il pedone però usava il cellulare: «Dalla consulenza informatica, è emerso che l’ultima interazione (WhatsApp) con il cellulare avviene alle ore 17:36.04, quindi in un orario praticamente coincidente con quello attribuito al sinistro, ad indicare che il pedone stava utilizzando il dispositivo in quell’istante, ciò potendo costituire fonte di distrazione tale da giustificare la mancata percezione dell’auto in arrivo».

Accertamenti Il perito sottolinea inoltre l’assenza di segni di frenata prima dell’impatto e il successivo incremento della velocità del veicolo a 74 km/h nel tratto successivo all’investimento. L’analisi della posizione del pedone, tuttavia, non permette di stabilire con certezza se fosse sulla carreggiata o sulla banchina al momento dell’urto. Le conclusioni della perizia sono state discusse nell’ambito del processo con rito abbreviato condizionato richiesto dalla difesa della conducente, rappresentata dall’avvocato Guido Bacino. L’imputata è accusata di fuga del conducente in caso di lesioni personali stradali. Il pubblico ministero Franco Bettini contesta alla donna una condotta colposa per negligenza, imperizia e imprudenza. Il giovane è parte civile, assistito dall’avvocato Chiara Lazzari.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.