«Tutto quello che si innova deve in qualche modo essere, non solo rispettoso dell’ambiente, ma anche contribuire alla sua salvaguardia». Così Giuseppe Severini, presidente del Centro studi giuridici e politici dell’Umbria, ha descritto il principio del Dnsh – “Do no significant harm” – protagnista indiscusso dell’incontro che si è tenuto venerdì pomeriggio al Post di Perugia per la presentazione del nuovo volume “Il principio di non arrecare un danno significativo all’ambiente”, curato dal presidente di Gesenu Urbano Barelli.

Il tema Per i non addetti ai lavori, il Dnsh è , appunto, il “Principio di non arrecare danno significativo all’ambiente”; nato nell’ambito del Green Deal è stato «uno dei criteri guida delle politiche ambientali e degli investimenti pubblici» spiega Severini. Principio, che ora non rappresenta più soltanto un requisito legato al Pnrr, ma «è destinato a orientare anche la futura programmazione europea, diventando uno strumento permanente per valutare la sostenibilità degli interventi».

Transizione ecologica Secondo il presidente di Gesenu Barelli, la transizione ecologica rappresenta un cambiamento inevitabile che trasformerà il modello economico europeo, al pari delle grandi rivoluzioni industriali del passato. Un percorso nel quale l’economia circolare assume un ruolo centrale e di cui i nuovi protagonisti non potranno che essere imprese come Gesenu, gestori di rifiuti, che non saranno più «soltanto soggetti incaricati della raccolta e del trattamento» ma realtà «capaci di trasformare i rifiuti in risorse, ridurre il consumo di materie prime vergini».

Difficoltà per le imprese Barelli ha però evidenzito anche l’altro lato della medaglia di un cambiamento di questo tipo: molte imprese continuano ad incontrare grandi difficoltà nella gestione di quanto richiesto dal nuovo quadro normativo, sottolineando «l’importanza di strumenti di approfondimento e formazione per accompagnare aziende e pubbliche amministrazioni».

Dibattito La presentazione del volume si è sviluppata sottoforma di dibattito tra esperti di diritto ambientale e non solo; Luisa Cassetti, ordinaria di Istituzioni di diritto pubblico all’Università degli Studi di Perugia, ha ricordato come il Dnsh sia uno degli strumenti con cui l’Ue «sta traducendo in norme gli obiettivi del Green Deal», sottolineando però il ritardo dell’Italia nel recepire alcune direttive strategiche, come quella sull’efficientamento energetico degli edifici. Il vero nodo, secondo Cassetti è «trasformare il Dnsh da semplice certificazione formale a criterio da considerare già nella programmazione delle attività e delle politiche pubbliche». Anche secondo Andrea Farì, avvocato e ricercatore di Diritto amministrativo all’Università Pegaso, l’economia circolare deve essere «progettata fin dall’inizio dei processi produttivi». A chiudere la presentazione è stato Antonio Bartolini, professore di Diritto amministrativo dell’Università degli Studi di Perugia, che ha richiamato il valore del Dnsh come punto di equilibrio tra innovazione, tutela dell’ambiente e interesse pubblico.