Domenica notte hanno assaltato il bancomat della filiale di Bettona della Cassa di Risparmio di Foligno portando via oltre 9.000 euro. Lo hanno letteralmente fatto esplodere usando due bombole di gas, una di ossigeno e una di acetilene, opportunamente miscelate. Il gran fragore provocato ha fatto tremare le case del vicinato e ha ovviamente svegliato i residenti che hanno subito chiamato i carabinieri.
La fuga I tre romeni autori del rumoroso colpo sono scappati a bordo della loro automobile, una Skoda, abbandonata ben presto alla vista dei lampeggianti dei militari che intanto avevano bloccato tutte le strade del circondario. Scesi di gran corsa dall’auto, i tre hanno proseguito la loro fuga a piedi nascondendosi poi nelle campagne. I carabinieri hanno recuperato l’automobile in cui hanno rinvenuto tre passamontagna, due trolley con all’interno le due bombole di gas, una fiamma ossidrica, dei dischi da taglio, una batteria elettrica, una ricetrasmittente e una bomboletta spray di vernice nera, oltre a numerosi arnesi da scasso.
Due si costituiscono Il giorno dopo però, i due romeni più giovani hanno deciso di costituirsi: si sono presentati direttamente nella caserma della compagnia di Assisi e hanno raccontato tutto. Tenevano d’occhio la situazione nella zona da più di una settimana e e alcuni giorni prima avevano nascosto i due trolley in una stradina dietro la banca, sotto alcuni cespugli. Erano sicuri che il colpo sarebbe andato a buon fine e non si aspettavano il tempestivo intervento dei militari.
Il terzo uomo Dopo la confessione dei due più giovani, Silvio Angelescu e Ciprian Arnautu, 21 e 23 anni, non restava che prendere il terzo uomo. I militari hanno aspettato che il 34enne Gheorghe Stanciu andasse a casa dei suoi due complici per lasciargli la loro parte di bottino e lo hanno fermato.
Due ai domiciliari e uno in carcere E’ lui ad aver ideato il colpo con le bombole di gas che sapeva usare bene grazie al suo lavoro come operaio. Ed è solo lui ad essere finito dietro le sbarre per decisione del gip di Perugia Carla Giangamboni. Gli altri due, essendosi costituiti spontaneamente e avendo confessato tutto, sono finiti agli arresti domiciliari. I soldi sono stati recuperati e restituiti.

