Indaga la procura di Perugia

di Francesca Marruco

L’inchiesta della procura perugina sulla ex cancelliera del tribunale di Todi, ora trasferita a Foligno,  sta muovendo i suoi passi in un riserbo consono a questo tipo di procedimenti. La questione è quanto mai delicata visto che si parla di gestione della giustizia. Ma, appunto per questo, gli sviluppi ad essa legati,  non possono non suscitare interesse.

Cancelliera già imputata e multata da ministero La donna, già imputata in un procedimento in corso a Perugia per falso ideologico insieme a un’altra persona, multata durante un’ispezione ministeriale per come teneva i fascicoli del tribunale tuderte, è attualmente indagata per peculato. E la perquisizione fatta dagli uomini del nucleo operativo della compagnia di Todi nella sua casa di Foligno di martedì mattina ha dato esito positivo. Gli uomini dell’Arma hanno sequestrato materiale che ora dovrà essere vagliato attentamente per vedere cosa può apportare all’indagine coordinata dal pm Claudio Cicchella.

Il fascicolo scomparso e le irregolarità negli altri Secondo la donna, già difesa nel procedimento in corso dall’avvocato Maurizio Simoni, il materiale che le hanno sequestrato non sarebbe utile all’indagine. Un’indagine partita in punta di piedi, scaturita dalla denuncia di un legale tuderte riguardo una sua pratica, di fatto scomparsa. La ricerca del fascicolo in questione dovrebbe aver generato un effetto a catena. Cercando cioè quel fascicolo, sarebbero state riscontrate delle irregolarità in altri fascicoli. Irregolarità che implicherebbero l’intervento diretto della cancelliera. Intervento che potrebbe aver prodotto un qualche tipo di ritorno, forse – è l’ipotesi degli investigatori – anche economico. In particolare sembrerebbe che ad attirare l’attenzione degli inquirenti sarebbero state delle marche da bollo apposte in maniera non corretta.

Tornaconto? E se nel processo già in corso per falso ideologico, dopo che la donna aveva firmato un rinvio al posto del giudice, aleggia il sospetto che possa averlo fatto per qualche motivo e non in buona fede come afferma lei, convinta che tanto il giudice avrebbe avallato la sua condotta, anche in questa indagine si affaccia il sospetto che per quelle irregolarità poteva esserci un tornaconto. Se così fosse, è lecito ipotizzare l’implicazione di altre persone.

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