di Francesca Marruco e Ivano Porfiri
Conoscevano gli spacciatori finiti in carcere da due anni, Elisa Benedetti, Vanessa Coltrioli e Alex Pieraccini.. Lo scrive il gip di Perugia nelle 5 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere Ahmed Aoiuni, 26 anni tunisino, e Simone Lillacci, 38 anni di Perugia con l’accusa di spaccio di stupefacenti, insieme all’altro tunisino Habuab Awbab.
La chiamata delle 00.19 Elisa Benedetti, dopo aver assunto la droga comprata in serata a Perugia, alle 00.19 del 29 gennaio, cioè dieci minuti prima di iniziare a chiamare il 112 dicendo di essersi persa nel bosco dove verrà ritrovata senza vita, ha un ultimo contatto con lo spacciatore che ha venduto lo stupefacente a lei e all’amica Vanessa. In particolare la chiamata avviene tra il cellulare di Vanessa, rimasto ad Elisa, e l’utenza intestata alla madre di Lillacci, in uso ad Aouini.
L’ultima sera di Elisa Il gip di Perugia Massimo Ricciarelli ricostruisce l’ultima sera di Elisa. «Emerge – scrive il giudice – che il giorno 29 gennaio la Benedetti si era recata a Milano con la Coltrioli (Vanessa, l’amica con cui era uscita la sera della scomparsa, ndr) e con un’altra ragazza, per far ritorno in serata». Quindi le due fanno tappa a Città di Castello, dove vanno a trovare il padre di Elisa, per poi partire alla volta di Perugia. «Nei piani delle due giovani – scrive il gip – vi era l’acquisto di eroina».
Tappa al distributore poi Elce «Quella sera – prosegue l’ordinanza – le due ragazze dapprima si fermavano in zona Ponte Rio presso il distributore Ip e si recavano nel bar a bere qualcosa di alcolico e successivamente si recavano all’appuntamento preso con Marco-Ahmed, fissato nel luogo di spaccio predetto in zona Elce (quartiere di Perugia, ndr)». Lì secondo, la testimonianza di Vanessa, le giovani comprano una dose di eroina, mentre ad Alex lo spacciatore dirà che ne ha vendute loro due. Il giudice ritiene quest’ultima ipotesi la più attendibile. «Di seguito – precisa il gip – le due ragazze sniffano ciascuna una striscia di droga preparata sopra la custodia di un cd».
Rapporto consolidato Quindi seguirà l’incidente stradale e la successiva scomparsa di Elisa. Dalla ricostruzione del giudice emerge come il rapporto tra gli spacciatori Aouini e Lillacci e i consumatori Elisa Benedetti, l’amica Vanessa e il fidanzato Alex fosse consolidato per aver ceduto loro «in più occasioni con cadenza quasi settimanale, dosi preconfezionate di eroina al prezzo di 40 euro ciascuna». Tra Lillacci e Aouini il giudice parla di «simbiotico rapporto di collaborazione», tanto che la chiamata che Elisa fa a Ahmed-Marco alle 00.19 la fa ad un’utenza intestata alla madre di Lillacci.
Alex da Ahmed durante le ricerche Mentre carabinieri, protezione civile, vigili del fuoco erano alla disperata ricerca di Elisa Benedetti, nel pomeriggio di domenica 30 gennaio, il suo fidanzato torna dallo spacciatore che la sera prima ha venduto la droga a Elisa per acquistare eroina. E’ quanto lo stesso Pieraccini riferisce agli inquirenti. Pieraccini, la cui testimonianza viene definita «faticosissima» dal gip, riferisce che la sera del 29 si trovava a Firenze. Intorno alle 21 lui chiama Elisa «allorché si era reso conto che tanto lei che la sua amica (Vanessa, ndr) erano “allegre”». Dopodiché non ha più notizie di lei. Agli inquirenti Pieraccini riferisce che «tanto lui quanto Elisa erano soliti rivolgersi nell’ultimo periodo per gli acquisti di eroina (di colore marrone) a tale Marco (pseudonimo di Aouini, ndr), risultato lo stesso contattato da Elisa per l’ultimo acquisto la sera del 29». Alex aggiunge poi di aver contattato Marco anche domenica 30 e di aver preso appuntamento per vedersi in zona Elce, a Perugia, dove compra una dose.
Foto da Facebook Nella circostanza Simone Lillacci, scrive il gip, gli dice di aver venduto due dosi a Elisa la sera prima. Particolare curioso è che, per il riconoscimento di Aouini e di Lillacci gli inquirenti mostrano a Pieraccini le loro foto. «Tali foto – scrive il giudice – erano state cercate su Facebook, dapprima attraverso il contatto di Lillacci e poi attraverso la verifica degli amici di Simone, ciò che aveva consentito di ricavare l’immagine di Ahmed».
Le accuse ai presunti spacciatori Ahmed Aoiuni, detto Marco, e Simone Lillacci, sono accusati di aver «ceduto in concorso fra loro[…] a Pieraccini Alex, Coltrioli Vanessa e Benedetti Elisa, in più occasioni con cadenza quasi settimanale, dosi preconfezionate di eroina al prezzo di 40 euro ciascuna; in particolare dopo aver ceduto per circa due anni consecutivi l’eroina ai Peraccini, alla Coltrioli e alla Benedetti, cedevano alle due ragazze nella serata del 29 gennaio due dosi di eroina (una veniva consumata nell’immediatezza, l’altra veniva rinvenuta nell’autovettura sottoposta a sequestro in conseguenza del decesso di Benedetti Elisa ed in data 30 gennaio (dopo aver appreso della scomparsa di Elisa Benedetti) cedevano una dose di eroina a Pieraccini Alex, fidanzato della Benedetti».
Domani interrogatorio di garanzia Per questo il giudice Massimo Ricciarelli ha firmato l’ordinanza che poi li ha portati in carcere, insieme ad un altro tunisino, Habuab Awbab, trovato in possesso di 300 grammi di eroina e 41 mila euro in contanti. L’italiano e i due tunisini, rispettivamente difesi dagli avvocati Vincenzo Rossi e Daniela Paccoi, verranno sottoposti mercoledì mattina ad interrogatorio di garanzia nel carcere perugino di Capanne.

