di Enzo Beretta

Nel processo per le presunte violenze al centro psichiatrico Forabosco, struttura per l’accoglienza di ragazzi disabili o affetti dalla sindrome dello spettro autistico, sono state condannate a un anno e mezzo di reclusione le due operatrici imputate. Patteggia, invece, a un anno e otto mesi di pena l’altro imputato. La sentenza è stata emessa questa mattina dal gup di Perugia.

Le accuse Nelle carte della Procura si raccontava di un «clima vessatorio in cui la violenza fisica e morale diviene trattamento ordinario nei confronti degli ospiti della struttura». Il pm aggiungeva considerazioni ulteriori a proposito di «un sistema improntato alla mortificazione e alla violenza». Tutto in una struttura che avrebbe dovuto invece curare e sostenere i ragazzi disabili o affetti da sindrome dello spettro autistico. 

L’inchiesta L’indagine era nata con la denuncia, nel dicembre 2021, del padre di un giovane che aveva manifestato sospetti sugli educatori e sugli operatori dopo che il figlio, almeno in un paio di occasioni, era rientrato a casa con lividi in varie parti del corpo. l’inchiesta, che aveva coinvolto altre cinque persone, aveva portato al patteggiamento di quattro dipendenti e dell’archiviazione per la direttrice sanitaria, risultata estranea ai fatti. Lei si è subito attivata quando ha notato i lividi su un giovane utente della struttura. 

In aula Nella precedente udienza di ottobre il pubblico ministero Mario Formisano aveva sollecitato le condanne a 16 e 18 mesi nel procedimento con rito abbreviato. Questa mattina il gup Natalia Giubilei ha ritenuto le due operatrici colpevoli dei reati contestati, condannandole a un anno e mezzo di reclusione («concesse le attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti contestate e considerata la riduzione per il rito») concedendo loro «il beneficio della sospensione condizionale della pena subordinato alla partecipazione a specifici percorsi di recupero presso enti o associazioni che si occupano di prevenzione, assistenza psicologica e recupero di soggetti condannati per i medesimi reati per la durata di un anno, da intraprendere entro sei mesi dalla irrevocabilità della presente sentenza». Le imputate sono state inoltre condannate al risarcimento del danno nei confronti delle parti civili da liquidare in separata sede: il giudice, in ogni modo, ha inflitto loro il pagamento di una provvisionale di 25 mila euro ciascuna. Beneficio della sospensione condizionale della pena anche per l’altro imputato che ha patteggiato, come detto, la pena di 20 mesi di reclusione. La parte civile è stata rappresentata in aula dagli avvocati Valter Biscotti e Roberta Ercolani.

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