Con oltre cento partecipanti tra imprenditori agricoli, rappresentanti istituzionali, esperti e stakeholder, Coldiretti ha promosso 12 tavoli tematici nell’ambito di Agriumbria, il salone dell’agricoltura che si tiene a Umbriafiere. Le conclusioni del confronto, incentrato sulle sfide e prospettive del settore primario, sono state presentate in conferenza stampa dal presidente di Coldiretti Umbria, Albano Agabiti, con la partecipazione di Simona Meloni, assessore regionale all’Agricoltura, Turismo e Aree Interne, Stefano Ansideri, presidente di Umbriafiere, l’europarlamentare Dario Nardella e il sindaco di Bastia Umbra, Erigo Pecci.

Le priorità del comparto agricolo Tra i principali temi affrontati, la gestione del rischio è emersa come una questione cruciale. Con il cambiamento climatico che impatta fortemente sulle coltivazioni, le assicurazioni agricole agevolate risultano essenziali per tutelare le imprese. Coldiretti ha sottolineato la necessità di una riforma del sistema per garantire pagamenti più tempestivi. Nel settore dell’olio, si è evidenziata l’importanza di rafforzare la promozione e i contratti di filiera per valorizzare la Dop umbra, ancora priva di un Consorzio di Tutela operativo. Anche il turismo rurale è stato al centro del dibattito: il comparto agrituristico può diventare un traino per le aree interne attraverso modelli sostenibili legati alle eccellenze locali.

Made in Italy e sostenibilità Il cibo e il Made in Italy necessitano di una maggiore presenza nella grande distribuzione e nella ristorazione pubblica e privata, con Coldiretti che spinge per una trasparenza sulle produzioni e un rafforzamento delle regole sui prodotti artificiali. Per il vino, invece, la preoccupazione riguarda le etichette allarmistiche e le tensioni commerciali internazionali, che potrebbero impattare l’export regionale. Per i cereali, l’innovazione e la qualità restano le strategie chiave per contrastare la volatilità dei prezzi e l’aumento dei costi di gestione. Anche il tema dell’acqua e della tutela ambientale è stato ribadito, con l’invito a investire in infrastrutture per fronteggiare la siccità e il dissesto idrogeologico.

Lavoro, credito e innovazione Nel settore zootecnico, il focus si è concentrato sulla sicurezza sanitaria e su misure di sostegno economico. Per l’accesso al credito, si chiede un’azione istituzionale per agevolare gli investimenti e garantire liquidità alle imprese. Il mercato del lavoro agricolo necessita di maggiore trasparenza, con un sistema di ingressi più efficiente per rispondere alle esigenze delle aziende senza ostacoli burocratici. Coldiretti ha poi posto l’accento sull’importanza della formazione e dell’innovazione, con l’agricoltura di precisione e il digitale che possono migliorare redditività e sostenibilità. In questo senso, si richiede un adeguamento normativo sui trattamenti fitosanitari per favorire l’adozione di nuove tecnologie. Il settore del tabacco, infine, vede negli accordi di filiera un modello essenziale per garantire stabilità economica e occupazionale, tutelando al contempo il valore del Made in Italy. Le proposte emerse dai tavoli tematici tracciano dunque un percorso chiaro per il futuro dell’agricoltura umbra, tra innovazione, sostenibilità e valorizzazione delle eccellenze locali.

Agriumbria conferma il suo ruolo strategico L’edizione 2025 di Agriumbria ha ribadito la sua importanza strategica per il sistema agricolo e zootecnico, con il riconoscimento delle principali sigle allevatoriali, costruttori di macchine agricole e associazioni di settore. Un riconoscimento è arrivato anche dal Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, presente per la terza volta alla fiera, che ha sottolineato come Agriumbria sia un evento di qualità e di sinergia tra le grandi mostre di settore italiane. «Agriumbria è agricoltura – ha dichiarato Stefano Ansideri, presidente di Umbriafiere – e le straordinarie presenze di domenica confermano la nostra doppia vocazione: da un lato quella popolare e rurale, dall’altro quella dell’innovazione e dell’impresa. Siamo molto soddisfatti del lavoro svolto, anche grazie ai partner pubblici e privati, e dei contenuti di livello proposti nei convegni di quest’anno». I dati parziali confermano un’affluenza importante, in linea con il record di 85 mila presenze del 2024. Agriumbria si conferma così la più grande fiera di settore del Centro-Sud Italia e prima a livello nazionale per il comparto zootecnico.

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