Mesi da incubo per una donna di Città di Castello

di Francesca Marruco

Aveva fatto richiesta per un finanziamento per ristrutturare la sua abitazione in seguito al terremoto del 1997. Lo aveva anche ottenuto, precisamente 893.758,63 euro. Ma qualcuno poi, fece un esposto anonimo facendo notare che quel finanziamento per rimettere in sesto le case terremotate, era finito a qualcuno che non ne aveva bisogno. A qualcuno la cui abitazione era diroccata da prima del sisma. A quel punto, partì la macchina della giustizia, e stamattina, il giudice Massimo Ricciarelli ha rinviato a giudizio due persone per truffa aggravata ai danni dello Stato.

Innocenti tentano di discolparsi in aula Si tratta di un uomo di Marsciano legale rappresentante dell’azienda proprietaria dell’immobile e di un geometra che, secondo l’accusa, avrebbe fatto false attestazioni per rientrare nei termini della domanda del finanziamento. I due uomini, il geometra è difeso dall’avvocato Valeriano Tascini, mentre il proprietario dagli avvocati Fernando Mucci e Filipppo Bianchini, si dichiarano innocenti, totalmente estranei a qualunque condotta illecita. E questa mattina in udienza, prima di essere rinviati a giudizio, hanno anche tentato di discolparsi, il geometra con dichiarazioni spontanee e il proprietario facendosi interrogare dal giudice.

Le accuse Nella richiesta di rinvio a giudizio però, che porta la data del marzo dello scorso anno, il pubblico ministero scriveva riguardo entrambi gli imputati che «dichiarando e attestando falsamente nelle domande di contributo[…] che l’edificio[…]a causa dell’evento sismico del 26 settembre 2007 aveva riportato un danno quantificato gravissimo quando in realtà detto immobile era già in cattive condizioni di conservazione[…] in sostanza in condizioni di assoluta fatiscenza, a causa del terremoto aveva subito solo danni lievi quantificati dai tecnici in 2 milioni di lire, ponendo quindi in essere artifizi e raggiri , indicevano in errore l’amministrazione del Comune di Marsciano e della Regione Umbria in ordine all’esistenza dei presupposti per l’ammissibilità e l’accoglimento della domanda[…]e si procuravano così  l’ingiusto profitto rappresentato dall’erogazione di un contributo pari a complessive 893.758,63 euro,[…] con conseguente e pari danno per il Comune di Marsciano e della Regione Umbria». Il geometra è anche stato rinviato a giudizio per falsità ideologica in atto pubblico. Per loro il processo inizierà il 3 novembre prossimo.

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