©️Fabrizio Troccoli

Dal 2027 il trasporto pubblico potrebbe avere un nuovo sostegno nazionale, con un contributo annuale compreso tra 100 e 400 euro. La misura è contenuta nel Piano sociale per il clima approvato dal governo il 4 agosto e dovrà ancora completare il confronto con la Commissione europea prima di arrivare alla disciplina definitiva. Se il progetto sarà confermato, cambierà anche il sistema di assegnazione: niente più click day, ma una graduatoria costruita sulla condizione economica e su alcune caratteristiche della mobilità quotidiana.

Il limite Isee previsto è di 20 mila euro. Il punteggio massimo, 100 punti, potrà essere raggiunto da alcune categorie particolarmente vulnerabili, mentre per gli altri il calcolo terrà conto soprattutto dell’Isee, della distanza tra casa e luogo abituale di studio o lavoro, del possesso di un’automobile e dell’utilizzo precedente del trasporto pubblico. L’Isee fino a 10 mila euro vale 60 punti, quello tra 10 e 15 mila 45 punti e quello tra 15 e 20 mila 25 punti. Alla distanza spettano fino a 20 punti: il massimo oltre i 30 chilometri. Altri 10 punti sono previsti per chi non possiede un’auto e altri 10 per chi ha già avuto un abbonamento mensile o annuale.

Il punteggio determinerà anche l’entità dell’aiuto. Da 80 punti in su il contributo sarebbe di 400 euro, tra 55 e 79 punti di 200 euro, tra 35 e 54 punti di 100 euro. Sotto i 35 punti non si avrebbe inizialmente diritto al beneficio.

Il meccanismo dovrebbe funzionare come un credito personale utilizzabile nell’arco di dodici mesi per acquistare diversi titoli di viaggio del trasporto pubblico locale. La gestione dovrebbe passare dalla futura Piattaforma della mobilità ecosolidale, la Pmes, oppure, in una fase transitoria, attraverso sistemi basati su Qr code. Sono previste anche modalità di accesso non esclusivamente digitali.

Per l’Umbria il confronto è particolarmente significativo perché la Regione ha appena impostato una politica molto più ampia sul trasporto degli studenti. Nel Piano scuola da 22 milioni di euro sono stati destinati oltre 10 milioni alla riduzione del costo degli abbonamenti, con l’obiettivo di portare a circa 70 euro l’anno l’abbonamento unico per studenti di medie, superiori e università. La misura punta a rendere uniforme l’accesso al trasporto pubblico e riguarda anche chi vive nelle aree interne o deve spostarsi quotidianamente tra comuni diversi.

La differenza tra le due misure è sostanziale. L’Umbria interviene direttamente sul prezzo dell’abbonamento e costruisce una tariffa estremamente bassa per una categoria precisa, quella degli studenti. Il futuro bonus nazionale sarebbe invece selettivo sul piano economico e sociale e potrebbe raggiungere un valore massimo di 400 euro, ma soltanto per chi rientrerà nei criteri della graduatoria.

C’è quindi una questione di compatibilità da definire. Il progetto nazionale prevede infatti che il nuovo bonus non sia cumulabile con altri bonus trasporti regionali o comunali. Se questa impostazione resterà invariata, l’abbonamento umbro a 70 euro dovrà essere coordinato con la misura nazionale attraverso le regole che saranno stabilite dal decreto attuativo. Il rischio concreto è che lo studente umbro beneficiario del nuovo abbonamento regionale non possa semplicemente aggiungere i 100, 200 o 400 euro statali alla stessa agevolazione.

La politica regionale, nel frattempo, sta costruendo un sistema di sostegno più articolato. Per il 2026 è previsto anche uno sconto del 20% sugli abbonamenti ferroviari per i residenti in Umbria, compresi gli abbonamenti annuali scolastici. La misura è finanziata con 420 mila euro e utilizza le risorse derivanti dalle penali applicate a Trenitalia per il mancato raggiungimento degli standard qualitativi del servizio.