di Fra. Mar.
Ha ripercorso tra le lacrime quel pomeriggio in cui l’ex fidanzato l’ha seguita fuori dal lavoro, le ha bloccato la strada con la sua auto e l’ha presa a pugni in faccia. Perché non voleva stare più con lui. Ha anche raccontato al giudice di tutte le telefonate e i messaggini minacciosi e ingiuriosi che l’ex, imputato per lesioni personali e minaccia, le mandava dopo che la loro relazione era finita.
Paura ancora vivida I fatti sono accaduti nel 2005, ma il ricordo della paura di quei momenti è ancora vivido nella memoria della donna colombiana. La vittima ha raccontato di essere stata insieme all’imputato, T.R., per tre anni, al termine dei quali lo avrebbe lasciato anche per il suo carattere irascibile. Lui, l’ha cercata promettendo di cambiare. La donna però in quel periodo stava andando in Colombia quindi ha rimandato la decisione al rientro.
Le telefonate in Colombia In quasi due mesi di permanenza in Colombia l’ex, un napoletano di 53 anni, l’ha perseguitata telefonicamente chiamandola a tutte le ore del giorno e della notte. La donna era arrivata ad evitare di rispondere anche alle chiamate con il mittente sconosciuto temendo che fosse lui. Gli aveva detto che non voleva più sentirlo né avere a che fare con lui dopo le offese e le minacce.
Messaggi e chiamate anche in Italia Al rientro in Italia le cose non erano migliorate, anzi erano riprese le telefonate e i messaggi a tutte le ore. A volte con toni pacati per chiederle di tornare insieme. Altre con toni violenti e offensivi. Dai due giorni precedenti all’aggressione aveva preso a seguirla e ad aspettarla fuori dal suo luogo di lavoro. Lei aveva fatto anche delle strade inusuali per andare a fare la spesa, sperando di non essere seguita.
L’aggressione Ma quel pomeriggio lui l’ha seguita, le ha bloccato la strada con la sua Mercedes sulla strada di Ponte Felcino, ha aperto la portiera della Ford Galaxy della donna e insultandola perché non rispondeva al telefono le ha sferrato un pugno in piena faccia. Lei ha cercato aiuto in dei passanti, ma lui l’ha trascinata verso la Mercedes e ha continuato a prenderla a pugni in faccia. Finché la donna non è riuscita a fuggire in un vicino supermercato e chiamare aiuto. La polizia la accompagnò in ospedale e raccolse la sua denuncia.
In aula Martedì mattina, in lacrime, davanti al giudice monocratico Albani la donna, che si è costituita parte civile con l’avvocato Marco Brusco, ha ripercorso tutto. L’imputato è difeso dall’avvocato Debora Colantoni.

