di Giovanni Baricca
Minimizzare: «In settimana abbiamo fatto di tutto per concentrare la squadra, ma è andata male e abbiamo perso. Ci può stare». Giustificare: «Succede in ogni categoria, dalla serie A all’Eccellenza. Contro l’ultima l’attenzione può calare. E si può perdere». Guardare avanti: «Il girone di ritorno è appena iniziato, c’è tanto tempo per recuperare. Pensiamo al Gubbio». In sintesi, i tre punti dell’operazione «Calma e gesso» – in altri tempi, ben più cupi, avremmo detto «È tutto a posto» – promossa dal tecnico del Perugia, Andrea Camplone, al termine della partita persa in casa contro il Barletta. La suddetta strategia, obiettivo non dichiarato tenere bassa la tensione (soprattutto nello spogliatoio), ha però una falla: «Sono le motivazioni a fare la differenza in certe partite». E ha ragione, il tecnico biancorosso: le motivazioni andavano trovate contro il modesto – ma ottimamente organizzato – Barletta di mister Novelli.
La cronaca della partita col Barletta
I demeriti del Perugia «Il Barletta ha giocato sui nostri errori. Oggi non ha funzionato proprio niente» continua. «Il primo tempo siamo stati troppo scolastici, non abbiamo neppure avuto la lucidità per attaccare da un lato e spingere dall’altro, dove i pugliesi erano costretti a scoprirsi. Non abbiamo avuto né pazienza, né cattiveria». La stessa grinta vista, invece, contro Paganese e Bareltta. «Un incidente di percorso, un problema occasionale» assicura Camplone. Che poi conclude, frettoloso: «Non allestiamo un processo, per cortesia».
Fotogallery: le immagini del match
Episodi e scelte tecniche «Il gol? Cancelliamolo subito. In settimana parlerò coi quattro difensori, ora preferisco non farlo…». Difficile mascherare l’irritazione di una rete presa così, come una squadra con obiettivi come quelli del Perugia non dovrebbe proprio incassare. Davanti, qualche rimpianto di non aver subito messo Fabinho? «No. Visto come si è chiuso il Barletta, oggi avrebbe faticato pure lui a saltare gli avversari», risponde. Ciò che è mancato alla manovra sono state soprattutto «le catene sulle corsie laterali, gli uno-due sulle fasce. Colpa dei singoli? No, decisamente del collettivo. Oggi abbiamo proprio sbagliato giornata».
I meriti del Barletta «Stavolta si è perso e si è perso pure male» esordisce, a questo punto, il diesse biancorosso, Roberto Goretti. Che da un lato fa i complimenti al Barletta: «I capitalizzato l’unica occasione disponibile. Hanno mostrato spirito di squadra, hanno avuto voglia di aiutarsi». E che dall’altro auspica altrettanto per il suo Grifo: «Vorrei poter dire lo stesso della mia squadra, che il Perugia mostri la stessa voglia di combattere in futuro. Il Barletta è squadra viva, le faccio un grosso in bocca al lupo».
Mercato salvagente? Parla Goretti Intervenire sul mercato, subito e con decisione. Pensano questo molti tifosi. Il direttore sportivo sorride. Con amarezza: «Anche il Grifo è vivo, lo ha dimostrato negli ultimi mesi. Vive di alti e bassi, e per aumentare gli alti ci vuole tempo. Il mercato? Non è lì che vanno cercate le risposte. L’atteggiamento giusto si costruisce giorno dopo giorno: sono i giocatori a dover dare solidità e fiducia nella squadra. Il mercato serve solo a migliorare il livello tecnico, ma è nello spogliatio che bisogna avere, tutti, la stessa voglia, la stessa determinazione». «Il Perugia sta cercando una sua nuova identità, che in questo campionato non ha mai trovato. Pensiamo a questo innanzitutto».
L’ex di turno il diesse Martino Approdato a Barletta il 3 gennaio scorso, Gabriele Martino non ha affatto dimenticato i suoi trascorsi biancorossi. Ringrazia tutti per l’accoglienza. Poi rivela: «Sabato, al presidente del Barletta ho detto: ‘Nel calcio non sempre vince il più forte. Nella breve esperienza che ho vissuto a Perugia ho capito una cosa: i grifoni possono fare flop nei momenti topici del capionato, speriamo succeda anche domenica’. Ho indovinato, e naturalmente sono contento per i miei. Ma spero che il Grifo si riprenda, dai momenti ‘no’ si esce solo se si è squadra».


Comments are closed.