di En.Ber.
Anche un albergatore della provincia Perugia è finito nel mirino della banda di falsi appartenenti alla guardia di finanza smantellata al termine di un’indagine condotta dalle Fiamme gialle della compagnia di Pontedera (Pisa). Il gruppo, composto da cinque italiani ora indagati dalla Procura – con accuse a vario titolo di truffa, estorsione, usurpazione di titoli e riciclaggio – avrebbe colpito hotel e alberghi in 17 regioni italiane, prendendo di mira in particolare strutture delle città di Pisa, Verona, Padova e, come detto, anche di Perugia. L’inchiesta è partita dalle segnalazioni di alcuni albergatori che si erano accorti di anomalie nei pagamenti e nei rimborsi legati alle prenotazioni.
Contatti In provincia di Perugia a telefonare è stato un finto maresciallo della Guardia di finanza, che avrebbe mostrato documenti falsi per procedere alla prenotazione di due camere da letto per un valore di circa 1.500 euro. Le modalità della truffa compiuta sono quelle ricostruite dal capitano Mariagrazie Sorbello, coi componenti dell’organizzazione contattavano telefonicamente gli hotel presentandosi come ispettori o ufficiali della guardia di finanza, chiedendo preventivi per soggiorni anche di lunga durata. Dopo aver fornito recapiti falsi, effettuavano le prenotazioni utilizzando carte di credito detenute illecitamente oppure credenziali di home banking rubate.
Raggiro Il meccanismo della truffa sarebbe scattato pochi giorni dopo la prenotazione. I sedicenti finanzieri – si apprende da fonti investigative – inventando improvvisi impegni di servizio, annullavano il soggiorno e chiedevano la restituzione delle somme versate su carte o piattaforme differenti rispetto a quelle usate inizialmente per il pagamento. A quel punto gli alberghi procedevano con rimborsi reali, salvo poi scoprire che gli accrediti originari erano stati annullati dagli istituti bancari perché contestati dai veri titolari delle carte utilizzate. In questo modo le strutture ricettive si ritrovavano ad aver perso denaro per prenotazioni mai realmente pagate. L’indagine delle Fiamme gialle ha portato all’esecuzione di perquisizioni nelle province di Viterbo e Napoli, dove sono stati sequestrati dispositivi informatici, carte di credito e altro materiale ritenuto utile alle attività investigative. Gli accertamenti proseguono per verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone e quantificare con precisione il danno economico subito dagli hotel truffati, compresi quelli del territorio perugino.
