Un’auto nuova a 100 euro al mese, per tre anni, con la possibilità di riscattarla alla fine del contratto a un prezzo ridotto. È questa la formula del nuovo noleggio sociale varato dal governo per favorire il ricambio delle automobili più vecchie e rendere accessibile la mobilità a famiglie con redditi più bassi. Il programma, sperimentale fino al 30 giugno 2030, è stato definito dal Dpcm Automotive del 3 luglio, registrato dalla Corte dei Conti, ed è promosso dal ministero delle Imprese e del made in Italy insieme all’Automobile club d’Italia.
La misura è rivolta alle persone fisiche con un Isee inferiore a 30 mila euro. Chi rientrerà nei requisiti potrà accedere a un contratto di noleggio della durata minima di 36 mesi, con un canone massimo di 100 euro al mese, Iva compresa, e una percorrenza fissata a 12 mila chilometri all’anno. L’auto dovrà essere nuova, immatricolata in Italia, appartenere alla categoria M1, avere almeno omologazione Euro 6 e non superare i 135 grammi di CO2 per chilometro.
Per ottenere il beneficio sarà indispensabile rottamare un’automobile fino a Euro 4 posseduta da almeno dodici mesi. È questo uno degli elementi che restringono in maniera significativa la platea rispetto al solo requisito economico. Al termine dei tre anni il contratto prevede inoltre la possibilità di acquistare il veicolo con uno sconto del 10% sul valore di mercato. Quindi non del suo valore all’acquisto ma attuale, cioè dopo i 36 mesi di utilizzo. Attenzione va sottolineato che il costo sostenuto dalle rate di affitto nono viene scalato dal valore della vettura al riscatto. Le domande saranno presentate attraverso uno sportello telematico dedicato, ancora in fase di definizione, e le graduatorie saranno formate in base all’ordine cronologico di presentazione delle richieste.
Per l’Umbria il requisito economico consente già di misurare la dimensione potenziale del bacino interessato. Il Rapporto Isee 2024 del ministero del Lavoro registra nella regione 125.602 nuclei familiari con Isee ordinario. Di questi, 105.492 risultavano entro la soglia dei 30 mila euro, pari a circa l’84% dei nuclei che hanno presentato una dichiarazione Isee ordinaria. Nella fascia fino a 20 mila euro rientravano 83.543 nuclei, mentre altri 21.949 si collocavano tra 20 e 30 mila euro.
Il dato dei 105 mila nuclei rappresenta però soltanto il primo filtro e non può essere considerato il numero degli umbri che potranno ottenere un’auto a 100 euro. Per accedere al programma occorre infatti anche avere un’automobile fino a Euro 4 da rottamare e rispettare le condizioni previste dal contratto. La platea effettiva sarà quindi una frazione di quella individuata dall’Isee.
Il requisito della rottamazione, allo stesso tempo, intercetta una caratteristica ancora molto presente nel parco automobilistico regionale. Secondo le statistiche Aci sulla composizione delle autovetture in Umbria, le classi Euro 0, 1, 2, 3 e 4 rappresentano una quota consistente del parco circolante.
Per una famiglia che riesce a entrare nel programma, il costo massimo previsto dal contratto è di 3.600 euro in 36 mesi, esclusi naturalmente carburante, assicurazione, eventuali costi non compresi nel canone e altre spese di utilizzo. La convenienza effettiva dipenderà quindi dalle condizioni praticate dalle società di noleggio e dai servizi inclusi nei contratti che saranno messi a disposizione attraverso il programma.
Il limite dei 12 mila chilometri annui porta inoltre la misura verso un modello di mobilità pensato per chi utilizza l’auto in maniera regolare ma non intensiva: nell’intero triennio il tetto è di 36 mila chilometri. Per chi percorre distanze molto superiori, il vantaggio potrebbe ridursi in presenza di costi per i chilometri eccedenti.
Va detto anche che le risorse sono limitate e l’accesso avverrà secondo l’ordine cronologico delle domande. La soglia Isee individua quindi un bacino potenziale molto ampio, ma saranno la disponibilità dei veicoli, i fondi stanziati e soprattutto la velocità di presentazione della richiesta a determinare quanti umbri potranno realmente usufruire del canone sociale.
