Andrea Riccardi a Perugia per parlare di Francesco d’Assisi e, attraverso la figura del santo, del rapporto tra pace, dialogo e mondo contemporaneo. Il fondatore della Comunità di Sant’Egidio è stato martedì mattina alla Sala dei Notari per la lectio magistralis «Francesco nel mondo contemporaneo», nell’ambito del convegno internazionale «Francesco di Assisi contemporaneo. L’immagine del santo in una prospettiva transnazionale», promosso dal dipartimento di Scienze politiche dell’Università degli Studi di Perugia insieme all’Università per Stranieri, Roma Tre e al Pontificio comitato di scienze storiche.
Il tema scelto per Riccardi assume un significato particolare in un momento nel quale la ricerca di spazi di dialogo tra mondi diversi è tornata al centro delle relazioni internazionali. In un recente intervento dedicato a Francesco, lo storico ha sottolineato come il santo di Assisi non possa essere letto semplicemente come una figura religiosa appartata, ricordando il suo confronto con un mondo segnato dalle guerre e l’incontro con il sultano Malik al-Kamil. Per Riccardi, la pace francescana passa dal dialogo: «dalla pace vissuta nasce un atteggiamento di dialogo».
È anche il terreno sul quale si è sviluppata, negli ultimi decenni, l’attività internazionale di Sant’Egidio. La Comunità, nata a Roma nel 1968 per iniziativa dello stesso Riccardi, è oggi presente in oltre 70 Paesi e ha fatto del lavoro per la pace e del dialogo interreligioso uno dei propri ambiti di intervento. La sua attività comprende iniziative umanitarie, corridoi umanitari, dialogo tra esponenti religiosi e accompagnamento di processi di pace.
In questa fase Sant’Egidio è particolarmente attiva anche sul terreno della diplomazia informale. Il 30 settembre il presidente centrafricano Faustin-Archange Touadéra è stato ricevuto dalla Comunità a Roma e ha ringraziato Sant’Egidio per aver contribuito a creare le condizioni del processo di pace nel suo Paese. A luglio Riccardi aveva incontrato a Maputo il presidente del Mozambico Daniel Francisco Chapo, mentre a febbraio, in Nigeria, aveva incontrato esponenti del governo federale e delle autorità religiose per discutere di pace, dialogo interreligioso e sostegno alle popolazioni vulnerabili.
Un altro elemento significativo è il rapporto che Sant’Egidio mantiene con esponenti delle istituzioni internazionali. Il 2 ottobre il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul è stato ricevuto dalla Comunità per un confronto su pace, crisi umanitarie e cooperazione internazionale. Nei mesi scorsi Riccardi ha inoltre incontrato il presidente francese Emmanuel Macron, con il quale ha parlato della situazione in Medio Oriente e delle prospettive della tregua.
È una forma di diplomazia che non sostituisce quella degli Stati, ma cerca di aprire canali di comunicazione quando quelli ufficiali sono difficili o interrotti. È la stessa impostazione che Sant’Egidio sta portando verso il nuovo appuntamento internazionale di Assisi, in programma dal 25 al 27 ottobre nel quarantesimo anniversario dell’incontro convocato da Giovanni Paolo II nel 1986. Sono attesi 384 rappresentanti di religioni, istituzioni e cultura provenienti da 53 Paesi, con 155 relatori e 24 forum dedicati a conflitti, disarmo, migrazioni, ambiente e dialogo interreligioso. Alla giornata conclusiva sarà presente papa Leone XIV.
L’appuntamento di Assisi rende particolarmente significativo il passaggio di Riccardi a Perugia. Quarant’anni dopo il primo incontro voluto da Giovanni Paolo II, lo «Spirito di Assisi» è tornato a essere uno degli strumenti attraverso i quali Sant’Egidio cerca di costruire relazioni tra interlocutori che appartengono a mondi religiosi, politici e culturali differenti. L’obiettivo dichiarato dalla Comunità, nelle parole del suo presidente Marco Impagliazzo, è riportare il dialogo al centro di un mondo segnato da guerre, nazionalismi e crisi del multilateralismo: «La pace è possibile perché è stata possibile».
All’appuntamento di oggi è stato annunciato che la Regione Umbria istituirà un concorso di idee rivolto alle scuole superiori dell’Umbria per realizzare un biglietto augurale istituzionale, inizialmente in occasione del Natale e successivamente della Pasqua, con un messaggio ispirato ai valori francescani e alla pace. L’iniziativa è prevista dalla legge regionale 1/2026 nell’ambito delle politiche giovanili.
Saranno le classi, e non i singoli studenti, a partecipare al concorso, lavorando alla realizzazione di disegni, parole e immagini attraverso cui esprimere un messaggio condiviso. Il biglietto sarà quindi inviato alle ambasciate con sede a Roma, con l’obiettivo di far arrivare ai Paesi rappresentati un augurio dall’Umbria.
«I giovani sono costruttori di pace già oggi, non soltanto domani», ha detto Proietti rivolgendosi agli studenti presenti alla Sala dei Notari, sottolineando che il tema della pace riguarda anche le relazioni quotidiane e la vita all’interno della classe.
