Novità, grandi numeri ma anche qualche pressione intorno all’aeroporto dell’Umbria. La questione arriva al question time a palazzo Cesaroni in programma martedì a palazzo Cesaroni. Al centro l’interrogazione a risposta immediata presentata dai consiglieri regionali Paola Fioroni (prima firmataria) e Stefano Pastorelli (Lega) per conoscere dalla Giunta “le prospettive ed i programmi per l’ulteriore rafforzamento e rilancio della società di gestione aeroportuale dell’aeroporto San Francesco d’Assisi, la Sase”. Ma, soprattutto, nell’aula consigliare torna la questione dei contributi che i vari “partecipanti di Sase” devono versare. In particolare quei 250mila euro dovuti dal Comune di Assisi che detiene il 4,6% delle quote.
Contributi Fioroni, che ha illustrato l’atto in aula, ha sottolineato i vari passaggi che, in questi ultimi anni, hanno determinato il raggiungimento di numeri, e obiettivi, dell’aeroporto San Francesco. Numeri da record e grandi obiettivi davanti che, come ha detto Fioroni, «necessitano, però, dell’erogazione del contributo che potrebbe compromettere gli investimenti già programmati e lo sviluppo di nuove rotte. Preoccupa che il Comune di Assisi, che detiene il 4,6% di Sase, non abbia ancora versato la propria quota annuale di 250mila euro». Un ammanco che, come sottolineato, potrebbe mettere in crisi il piano di sviluppo dello scalo di San Francesco.
Un comportamento secondo Fioroni «chiaro segnale di miopia politica del sindaco di Assisi, con l’aggravante che il territorio di Assisi è il primo beneficiario dei risultati dell’aeroporto in termini di incoming turistico e di introiti economici, oltre al fatto che il comune di Assisi è l’unico insieme a Perugia a beneficiare del collegamento diretto dei passeggeri attraverso il servizio Umbria Airlink». All’appello mancherebbe anche la quota del Comune di Perugia (che detiene il 6,25%) che, però, avrebbe inserito già in bilancio la spesa.
I lavori A risposta, Tesei ha sottolineato come in effetti, in passato non è stato possibile perfezionare l’accordo con Lufthansa perché «non tutti i soci hanno contribuito come era giusto e doveroso fare. Al momento sono pervenuti i contributi di Regione, Sviluppumbria, Comune di Bastia e Camera di Commercio». Come a dire che è bene che tutti facciano la loro parte. Nel piano industriale 2024-2027 di Sase ci sono i lavori di ampliamento dello scalo che, come sottolineato, non regge più di 500mila passeggeri. «Verranno investiti 10 milioni di euro per proiettare l’aeroporto verso il futuro e alti obiettivi» ha detto Tesei. Ma anche le nuove rotte in partenza da marzo per Orio al Serio, Lamezia, ma anche Lampedusa.
Piano 2024 – 2027 E all’orizzonte c’è una revisione del mix di compagnie. «Dal 2025 inizierà la seconda corsa dell’aeroporto che ci dovrà portare a superare i 600mila passeggeri anche con rotte con Francia e Germania. Oltre a questo torneremo a ipotizzare il collegamento con Francoforte. Ma la possibilità di finanziare una rotta come questa è figlia della volontà dei soci di sostenere Sase».
