di Fra. Mar.
Simone Tedeschi, un 27enne di Bastia Umbra, era morto schiacciato da un pezzo precipitato da una gru il 2 ottobre del 2008. La tragedia era accaduta in una ditta di Bettona che tratta materiali in legno e profilati in rame. Martedì il gup Carla Giangamboni ha deciso per il rinvio a giudizio di quattro persone, che per l’accusa sarebbero responsabili di questo decesso. I quattro sono tutti accusati di omicidio colposo e ad ognuno vengono poi contestate singole violazioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.
Chi sono In particolare si tratta del presidente del consiglio d’amministrazione della Cost S.p.a., presso cui lavorava Tedeschi, dell’amministratore unico della ditta che ha progettato, fabbricato, venduto e istallato il carro ponte malgrado non rispondesse alle vigenti normative di sicurezza, il responsabile della sicurezza e il dipendente della ditta che avrebbe dovuto effettuare manodopera sull’apparecchiatura. I quattro, difesi dagli avvocati, Marco Brusco, Massimiliano Sirchi, Leopardi Luigi, Silvia Natali e Tentindo Francesco, compariranno davanti al giudice il 28 novembre prossimo.
La colpa Simone Tedeschi è morto schiacciato perché una fune si è rotta proprio mentre lui passava lì sotto non lasciandogli scampo. Per l’accusa e ora per un primo giudice, quella fune non si sarebbe dovuta rompere se tutti avessero fatto il loro dovere. Ovvero se fossero stati fatti calcoli in base ai cicli di lavoro reali, e in base ai reali carichi che la stessa doveva spostare, forse qualcuno avrebbe avuto contezza della pericolosità della situazione e magari Simone sarebbe ancora vivo. Invece, quell’apparecchio per cui non c’era neanche un adeguato manuale d’uso, lo ha ucciso.

