Quaranta rinvii a giudizio per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga. Tre proscioglimenti e una posizione stralciata. E’ questo il risultato dell’udienza preliminare davanti al gip Claudia Matteini, per la maxi operazione antidroga dei carabinieri di Perugia che, nel 2007, arrestarono 45 persone.
Operazione Maqbar Si chiamava Maqbar, che in arabo significa cimitero, perché l’indagine era partita proprio da accertamenti su uno straniero, che spacciava in un piccolo cimitero nei dintorni di Perugia, a S. Martino in Campo. L’operazione dei carabinieri della compagnia del capoluogo umbro aveva portato a smantellare uno dei canali di rifornimento degli stupefacenti per la piazza perugina.
Chi sono Tra gli arrestati c’erano nove italiani: sei residenti in provincia di Perugia, due nella zona di Arezzo e uno in quella di Firenze. I provvedimenti riguardano anche 17 tra nordafricani, nigeriani e brasiliani, rintracciati soprattutto nelle province di Napoli e Caserta, mentre altri stranieri sono ancora ricercati.
Le indagini Secondo i carabinieri gli appartenenti all’organizzazione si approvvigionavano di hascisc, eroina e cocaina nel napoletano. Droga che poi trasportavano a Perugia soprattutto in auto, 150-300 grammi per volta. Nelle fasi intermedie dell’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Giuliano Mignini, i militari hanno compiuto 42 arresti, sequestrando tre chili di eroina, quattro di cocaina e 19 di hashish, per un valore complessivo di circa un milione di euro. Nell’operazione erano stati impegnati 200 carabinieri tra Umbria, Toscana e Campania, con il supporto di diverse unità cinofile

