di Dr. Sami Alexander Haznedari, medico chirurgo specializzato in neurologia
La sclerosi multipla (SM) emerge come una malattia neurodegenerativa demielinizzante, caratterizzata da lesioni nel sistema nervoso centrale. Il sistema immunitario, scatenando un processo infiammatorio, attacca specifiche regioni del sistema nervoso centrale, provocando la distruzione della mielina e delle cellule oligodendrociti che la producono. Queste lesioni, conosciute come “placche”, possono comparire in diverse aree degli emisferi cerebrali, con una predilezione per i nervi ottici, il cervelletto e il midollo spinale.
Le statistiche mondiali indicano la presenza di circa 2,5-3 milioni di persone affette da SM, di cui 600.000 in Europa e oltre 118.000 in Italia. La distribuzione della malattia mostra una maggiore prevalenza nelle regioni lontane dall’Equatore, in particolare in Nord Europa, Stati Uniti, Nuova Zelanda e Australia del Sud.
Ciò che rende la sclerosi multipla ancora più complessa è il suo impatto specifico sulle donne, che risultano colpite in doppio rispetto agli uomini. La diagnosi della SM è più frequente tra i 20 e i 40 anni, colpendo in modo significativo le donne in questa fascia d’età.
Le cause della malattia sono ancora in parte sconosciute, ma evidenze scientifiche suggeriscono una combinazione di fattori ambientali e genetici come possibili scatenanti.
Classificazione della Sclerosi Multipla
La SM può presentarsi in diverse forme:
1. Sindrome Clinicamente Isolata (CIS): Primo episodio sintomatico dovuto a demielinizzazione.
2. Sclerosi Multipla Recidivante-Remittente (SM-RR): Fasi di esacerbazione seguite da periodi di remissione.
3. Sclerosi Multipla Secondariamente Progressiva (SM-SP): Progressione continua della malattia dopo un periodo iniziale di remissione.
4. Sclerosi Multipla Primariamente Progressiva (SM-PP): Progressione continua dalla diagnosi senza fasi distinte di remissione.
5. Sindrome Radiologicamente Isolata (RIS): Individui asintomatici con segni radiologici di demielinizzazione.
Le persone affette da SM possono sperimentare una vasta gamma di sintomi, classificati in comuni e meno comuni. Tra i sintomi comuni troviamo fatica, disturbi della sensibilità, disturbi visivi, dolore, disturbi sessuali, spasticità, disturbi vescicali, disturbi intestinali, disturbi cognitivi, depressione, disturbi della coordinazione (atassia, tremore) e disturbi del linguaggio (disartria). Sintomi meno comuni includono disturbi della deglutizione, cefalea, perdita dell’udito, epilessia e problemi respiratori.
La diagnosi di SM coinvolge sintomi, visita neurologica, indagini strumentali come la risonanza magnetica encefalo+rachide e altri esami come i potenziali evocati, la puntura lombare e esami ematici.
Per quanto riguarda la terapia, si distinguono tre approcci:
1. Terapia dell’Attacco (Poussé): Utilizzo di corticosteroidi.
2. Terapie a Lungo Termine: Trattamenti modificanti la malattia per prevenire ricadute o ritardare la progressione (es. Interferone).
3. Terapie Sintomatiche: Trattamenti mirati a gestire specifici sintomi (ansia, insonnia, depressione, affaticamento, dolore neuropatico, disfunzioni erettili, disturbi urinari, spasticità, tremore posturale, ecc.).
