Vaccinazione a domicilio ©Fabrizio Troccoli

di Stefania Supino

L’influenza che in questi giorni mette a dura prova pazienti e personale sanitario ha caratteristiche e segnali da cogliere che meritano un approfondimento. Umbria24 ha chiesto consigli a Valeria D’Alessandro, medico di base del capoluogo umbro. Va precisato che l’infezione virale di tipo A/H1N1 presenta i classici sintomi delle comuni influenze stagionali: febbre elevata che si protrae per 3/4 giorni, tosse, malessere generale, stanchezza e dolori osseo-articolari diffusi. L’influenza da virus di tipo A può presentarsi in forma lieve o grave e generalmente sono necessari circa 10 giorni per la guarigione. Come l’ influenza stagionale, anche questo virus può causare un peggioramento delle patologie croniche pre-esistenti, in particolar modo nei soggetti più deboli.

Terapia consigliata «Che si tratti del virus influenzale di tipo A o di un virus simil-influenzale, causato da un ceppo virale diverso da quello dell’influenza ma con una sintomatologia simile, la terapia farmacologica consigliata è l’assunzione di antipiretici e antinfiammatori affiancati ad un po’ di riposo, un’alimentazione equilibrata e molta idratazione», afferma D’Alessandro, che prosegue raccomandandosi di «non effettuare una terapia antibiotica in maniera autonoma, ma di consultare prima il proprio medico di base e seguire le sue indicazioni». L’assunzione autonoma degli antibiotici, specialmente quando non vi è il bisogno, può arrecare gravi danni e provocare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza.

Trasmissione L’attuale influenza in circolazione è un virus a trasmissione aerea, il cui contagio può avvenire attraverso le gocce di saliva che si diffondono tramite gli starnuti o la tosse. Può diffondersi anche in via indiretta con la contaminazione delle mani con le secrezioni respiratorie. «È raccomandata – aggiunge il medico – un’adeguata igiene delle mani e una particolare attenzione quando si tossisce e starnutisce».

Ricoveri in ospedale Ad oggi i ricoveri in ospedale sono incrementati per un’alta incidenza di polmoniti mono e bilaterali che, tiene a precisare D’Alessandro, «sono sempre esistite, con una incidenza maggiore tra i soggetti di età media tra i 40 e i 50 anni. Vi è un aumento significativo dei casi di virus influenzali e simil-influenzali in questi mesi invernali rispetto all’anno precedente ma non c’è un’allerta grave». Gli esperti dichiarano che il virus in circolazione di tipo A si può curare tranquillamente a casa, anche se richiede un po’ di giorni in più rispetto alle influenze stagionali. Il suggerimento è di mettere da parte la paura che ci portiamo dietro dopo il Covid-19.

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