di Giorgia Olivieri e Vincenzo Diocleziano

Un nuovo accordo tra l’Istituto clinico tiberino e l’Associazione italiana sclerosi multipla intensifica le attività del polo d’eccellenza per la riabilitazione in Umbria. Una realtà che sta conoscendo una fase di significativa espansione caratterizzata anche da una importante capacità di attrazione di pazienti da fuori regione, che si rafforza ulteriormente con la sottoscrizione della recente convenzione, tratteggiando i contorni di un bacino di utenza sempre più a carattere nazionale. L’Istituto Clinico Tiberino è ad oggi una società per azioni a prevalente controllo pubblico da parte dell’Asl Umbria 1 e del Comune di Umbertide.

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L’affluenza L’Istituto clinico tiberino è integralmente inserito nella rete riabilitativa della Regione Umbria assumendo un ruolo di traino nel campo della riabilitazione. La convenzione con il servizio sanitario nazionale consente il trattamento di pazienti neurologici e ortopedici provenienti da tutto il territorio nazionale, sia in day hospital che in ricovero. Come spiega il direttore sanitario Giancarlo Martini, «attualmente la struttura conta 120 posti letto e viviamo costantemente una sorta di sold out, visto anche l’importante import extraregionale, che si attesta intorno al 25/30 per cento e che rappresenta un’attestazione di efficienza e validità». Giornalmente vengono ricoverati all’Istituto tiberino tra gli 8 e i 10 pazienti, ma si registra anche un’importante flusso per il day hospital.

Sclerosi multipla «Riteniamo importante l’accordo con l’Aism, Associazione italiana sclerosi multipla – continua Martini – i cui pazienti verranno trattati sia in regime di ricovero ordinario che di day hospital. Ci consentirà di implementare il flusso di pazienti dalle regioni limitrofe all’Umbria». L’Istituto clinico tiberino in questo momento lavora attraverso la riabilitazione robotica e con messi fisici sia per pazienti neurologici che ortopedici, per l’arto superiore inoltre viene impiegata la realtà virtuale durante il trattamento.

Implementazioni future «A livello regionale inoltre – spiega il direttore – ci è stato chiesto di aumentare i posti letto, dovremo cercare di implementare anche l’utilizzo di apparecchiature robotiche per la riabilitazione dei pazienti che hanno lesioni del midollo spinali e conseguentemente anche il personale infermieristico e medico», conclude Martini.

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