Maria Rosi

Maria Rosi, consigliere regionale del Pdl, parla di «clamoroso fallimento del super-ticket», introdotto dalla Giunta regionale umbra con l’aumento del 29 per cento, a proposito del «forte calo delle visite sanitarie private in ambito ospedaliero». Rosi chiede alla Giunta l’immediato ritiro del provvedimento, ricorda che l’opposizione aveva previsto questo risultato negativo, ma non fu ascoltata.

L’affondo «I nostri cari governanti regionali si erano illusi di poter incassare in Umbria ben quattro milioni di euro dalle visite sanitarie intramoenia a pagamento, ma non avevano calcolato che siamo in un momento di crisi e la gente non si può permettere di fronteggiare tali balzelli nemmeno se si tratta della propria salute». Rosi osserva  che il calo delle visite fino al 30 per cento si è avuto in particolare nella Asl 2, la più grande della Regione. «Noi dell’opposizione, prosegue l’esponente del Pdl, all’epoca di questa scellerata decisione ci eravamo schierati contro, perché avevamo previsto questo epilogo. Purtroppo questa è l’ennesima dimostrazione di come opera da anni l’amministrazione di sinistra. Da anni si fanno scelte, non solo senza ascoltare l’opposizione, ma nemmeno valutando quale possa essere il bene per i cittadini. Anche un giovane inesperto avrebbe capito che aumentare la tassazione su un servizio in un momento in cui cittadini hanno le tasche vuote, avrebbe portato un calo della domanda. Credo che in materie come la sanità e il benessere degli umbri non si debba pensare a sterili giochi di poltrone e di potere, ma debbano essere fatte valutazioni oggettive».

L’auspicio «Auspico – conclude Rosi – che questo grande ed ennesimo fallimento della nostra giunta sia di insegnamento e faccia aprire gli occhi sulla necessità di un dialogo fra maggioranza ed opposizione. Forse si devono accorgere che sono finiti i tempi di don Camillo e Peppone e che ogni tanto è necessario il dialogo costruttivo e la concertazioni fra le varie forze politiche, al fine di evitare clamorosi errori che vanno a gravare sulle spalle dei poveri cittadini»

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