La Seconda Commissione regionale, presieduta da Gianfranco Chiacchieroni, nella seduta di giovedì ha trattato la questione relativa alla normativa vigente per la tutela degli animali da affezione e al loro ricovero. È stato l’assessore regionale all’Urbanistica, Silvano Rometti a rispondere alle istanze di Franco Zaffini (Fare Italia) e a due proposte di legge firmate, la prima, da Massimo Mantovani (PdL), l’altra da Massimo Buconi (Psi) e Andrea Smacchi (PD). L’obiettivo è quello di modificare due particolari vincoli (requisito di imprenditore agricolo e il limite del possesso del terreno alla sola superficie necessaria alla struttura di ricovero), riconoscendo quindi ai Comuni la facoltà di disciplinare detti ricoveri. L’impegno dell’assessore è stato quello di dare una risposta concreta a queste problematiche entro la fine del prossimo mese di settembre. Le due proposte di legge, su richiesta degli stessi firmatari, inizieranno comunque il loro iter in Commissione.
I particolari «Per intervenire sulla problematica connessa alla realizzazione dei ricoveri per animali da compagnia o detenuti per scopo ludico sportivo la Giunta regionale, entro la fine del prossimo mese di settembre costruirà una proposta concreta, chiaramente nel rispetto dei principi fondamentali della programmazione del territorio agricolo». È quanto affermato stamani da Silvano Rometti nel corso della riunione della Seconda Commissione, dove era stato chiamato a rispondere al consigliere regionale di Fare Italia, Franco Zaffini che si era fatto a sua volta portavoce di alcune istanze del sindaco di Assisi, Claudio Ricci e di altre amministrazioni comunali. Sostanzialmente, sulla questione, viene richiesta una nuova normativa che dia innanzitutto più poteri decisionali ai Comuni. Nello specifico, Mantovani mira a stabilire un numero massimo di animali da ricoverare nello stesso sito; a lasciare ai Comuni la competenza in tema di definizioni di modalità realizzative particolari e di distanza dai confini delle proprietà fondiarie; a regolarizzare eventuali ricoveri già realizzati e non conformi alle nuove disposizioni normative. Buconi e Smacchi giudicano «vessatorio per i cittadini prevedere, come è oggi, che per la realizzazione di tali strutture, a meno che non si tratti di canili pubblici per cani randagi, occorre essere imprenditore agricolo e disporre di almeno 5 ettari di terreno».
Soddisfazione Zaffini si è detto sostanzialmente soddisfatto dall’impegno preso dall’assessore Rometti «di superare nella nuova regolamentazione i due vincoli attuali». «Esprimo soddisfazione per l’esito della odierna audizione dell’assessore Rometti nella commissione competente, audizione da me richiesta a seguito di numerose sollecitazioni ricevute dai comuni che avvia a soluzione un problema che si trascina da anni relativo alle procedure comunali per le autorizzazioni all’edificazione di ricoveri per gli animali da affezione» è quanto dichiara il consigliere regionale di Fare Italia Franco Zaffini a margine della seduta.

