di C.F.
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Vince Spoleto sarà una delle liste civiche che animeranno la prossima competizione elettorale. Anche se l’ex sindaco Massimo Brunini non ha ancora sciolto le riserve sulla sua candidatura a primo cittadino, nonostante il corteggiamento del centinaio di associati che lo vorrebbe di nuovo in pista per la corsa al municipio.
Si candiderà? Ma Brunini per ora preferisce la cautela, in attesa di conoscere le mosse delle altre forze politiche, a cominciare dai democratici. In questa fase, tuttavia, risulta piuttosto urgente chiarire la grana del buco di bilancio e, soprattutto, rispedire al mittente, quindi al sindaco Daniele Benedetti, le accuse sul suo diretto coinvolgimento, a cui per niente velatamente si allude da tempo. L’arma della tutela attraverso azioni legali è già stata sfoderata e ora gli sforzi si stanno concentrando sull’analisi dei bilanci al vaglio di un gruppo di lavoro del movimento.
Brunini e il buco di bilancio Fin da ora, però, l’ex sindaco è certo che il bilancio di mandato 2004-2009 rappresenti per l’Ente, e soprattutto per il suo operato, un certificato di sana e robusta costituzione contabile, tanto che sulla formazione del buco di bilancio l’ipotesi di massima è abbastanza chiara: «Sarei più propenso a ritenere che siano state consumate tutte le risorse lasciate dalla mia giunta, piuttosto che quest’amministrazione abbia iniziato la sua avventura con un disavanzo».
Stanziamenti persi tra residui attivi cancellati? Tra le argomentazioni la cancellazione di residui attivi che nell’eredità lasciata cinque anni fa avrebbero rappresentato stanziamenti da trasformare in interventi e non crediti privi di titoli di esigibilità. «Penso – dice Brunini, 70 anni compiuti qualche settimana fa – ai 16 milioni per l’area della Anfiteatro revocati dalla Regione o ai 10 destinati alla realizzazione dello svincolo sud, quelli in bilancio erano segnati, ma se poi si perdono non si può scaricare il barile, anche se capisco che un bambino – è l’allusione al sindaco Benedetti – quando rompe una bottiglia tende a dare la colpa agli altri».
Chi c’era In sala ad ascoltare l’ex sindaco sostenere con forma «l’importanza della progettazione, anche in assenza di soldi, che non significa spendere quello che non si ha, ma tirar fuori idee su cui prima o poi si troveranno finanziamenti adeguati», il consigliere comunale Vincenza Campagnani, eletta nelle file del Pd ma a metà mandato passata tra i banchi dell’opposizione, l’ex vicesindaco della prima giunta Brunini, Vanni Castellana, e anche Gilberto Stella, esponente socialista di lungo corso spuntato in sala durante le battute finali. Una presenza, la sua, che ha destato particolare interesse tanto più dopo che è stato fatto accomodare al tavolo proprio accanto a Brunini: «Sono qui solo come uditore – ha tentato di chiarire – resto un esponente socialista e anche se il comportamento dell’amministrazione Benedetti mi ha sorpreso come alleati abbiamo scelto di continuare a sostenerlo per evitare il commissariamento». Ma le facce sono rimaste perplesse.
