Alla vigilia dell’appuntamento con Matteo Renzi, in visita in Umbria, per le sua campagna delle Primarie di coalizione, il sindaco di Pietralunga Mirko Ceci si schiera apertamente con i «rottamatori»: «Siamo pochi nell’apparato ma molti fuori». Questo il liet motiv delle sue dichiarazioni.
Ma quali sono le ragioni che spingono il sindaco di Pietralunga, uno dei pochi, pochissimi sindaci umbri ad orientarsi verso il fronte ‘renziano’ (gli altri ad oggi sarebbero il sindaco di Corciano, quello di Gubbio e quello di Tuoro) ad optare per il parigrado di Firenze?
«Innanzitutto la mia è una scelta che compio nel Pd e nel centrosinistra, tengo a ribadire per evitare qualsiasi fraintendimento. Una scelta di coerenza politica che incarna lo spirito maggioritario del Pd nato nel 2007 con Veltroni e che fa propria l’agenda politica del governo Monti, con le dovute correzioni e integrazioni, ma senza mandare al macero quello che di buono fino ad oggi è stato fatto. Ecco credo che Renzi rappresenti appieno la mia idea di futuro del Paese: un sistema maggioritario che eviti gli errori del passato della frammentazione e delle contraddizioni che hanno portato a 20 anni di ‘berlusconismo’».
Ma Renzi è anche portatore di un messaggio ben più radicale, no?
Credo che l’Italia abbia bisogno di ricette innovative per essere epurata dalla grave crisi economica in cui si trova. Credo inoltre che abbia bisogno di riforme istituzionali e di rinnovamento delle proprie strutture dirigenziali. E questo non può essere fatto da soggetti che per vent’anni hanno avuto ruoli preminenti a livello nazionale.
E’ chiaro a chi si rivolge. Ma qual è la temperatura che lei registra in Umbria in vista delle primarie?
Siamo, diciamo così, outsider, ovvero fuori dalla classe dirigente, pochi nei palazzi ma molti nel territorio, tra la gente comune. Un dato per tutti che mi dicono si registra anche altrove e cioè che nel mio territorio sono nati comitati spontanei a cui aderiscono molti cittadini. La nostra convinzione è quella di percorrere una reale opzione di cambiamento. Ovviamente saranno le votazioni a dare il verdetto finale. Ma credo che ci saranno ottime sorprese al di là di ogni pronostico.
Come è il rapporto con il Pd per i ‘Renziani’?
Non mi pongo il problema dei rapporti con il partito per il semplice fatto che non vedo problemi. Il nostro è un partito che ha deliberato per le Primarie quindi discorsi su divisioni, contrapposizioni, ostacoli o cose di questo tipo non dovrebbero proprio essere presi in considerazione.

