È stato approvato martedì dal consiglio regionale con 14 voti a favore, compresi quelli di tre consiglieri di opposizione (Ricci, Nevi e De Vincenzi) e 5 astenuti (Lega, FdI e M5S) il nuovo Piano triennale per la semplificazione voluto dalla giunta. «Un documento di metodo – ha detto in aula l’assessore Antonio Bartolini – che richiede un’attenta attuazione, e che deve essere oggetto di verifica e valutazione. Particolare attenzione verrà messa sul porre indicatori e obiettivi nei confronti della nostra burocrazia, necessità che è stata messa in evidenza in più di un consigliere. Proprio il 30 aprile è scaduto il bando per l’Organismo interno di valutazione, che ci aiuterà in quest’opera». Nella sua relazione di maggioranza il dem Andrea Smacchi lo ha chiamato «un piano ambizioso e dalla sua attuazione concreta potrebbe derivare un cambiamento di atteggiamento dei cittadini rispetto alla pubblica amministrazione, ancora oggi vista come ostacolo anziché come servizio a tutela e a garanzia di legittimi diritti».
Il Piano Cinque le linee strategiche del Piano, chiamato «Umbria semplice»: innovazione (più procedure telematiche e banda larga), trasparenza e partecipazione, tempi e costi ridotti per cittadini e imprese, meno costi per la PA e uno «sblocco» delle imprese, «superando quella serie di ostacoli legislativi, amministrativi e organizzativi che – ha detto Smacchi – rallentano, complicano o bloccano lo svolgimento ordinario delle attività. Si interverrà sulla semplificazione e sulla digitalizzazione delle procedure per l’erogazione di finanziamenti comunitari e sulla semplificazione ed il coordinamento dei controlli sulle imprese». Le prime azioni che verranno intraprese nel corso del 2016 riguarderanno la semplificazione dei procedimenti ambientali a carico delle imprese, l’avvio del percorso di liberalizzazione dei procedimenti riferito prioritariamente all’iscrizione ad albi, registri ed elenchi, l’ulteriore semplificazione delle procedure di accesso, gestione e rendicontazione dei fondi e contributi, con particolare riferimento alla programmazione comunitaria 2014-2020, l’attivazione del Catasto unico regionale degli impianti termici.
In Aula In più si procederà in tempi rapidi con il rilascio di servizi online per le politiche attive del lavoro, con particolare riferimento alle piattaforme informatiche per i servizi avanzati di orientamento nell’ambito dei Centri per l’impiego, e con le prenotazioni online per tutti gli esami specialistici del Sistema sanitario regionale (con esclusione di quelli di laboratorio) e l’avvio del dispiegamento regionale del sistema Spid e PagoPA. Nella relazione di minoranza Maria Grazia Carbonari ha sollevato «dubbi dopo il fallimento del piano precedente, perché bellissimi intenti sono rimasti sulla carta per l’assenza di politica e volontà concreta di digitalizzazione della PA. Oggi – ha detto – abbiamo un nuovo piano triennale che a parità di struttura amministrativa, di metodi di selezione della governance e di cultura amministrativa dominante, dovrebbe avere successo laddove il piano precedente ha fallito. Abbiamo molti dubbi che questo accada, ma verificheremo i risultati». Di «piano positivo» ha invece parlato il portavoce dell’opposizione di centrodestra Claudio Ricci: «Punta a ‘fare’ – ha detto – senza ‘andare’ nelle istituzioni, creando un nuovo rapporto tra pubblica amministrazione e cittadini attraverso la tecnologia».
COMUNE DI PERUGIA, DIRIGENTI E MINI-DIRIGENTI: SI CAMBIA
Dibattito Dando il suo sì al documento il forzista Nevi ha però chiesto «discontinuità rispetto al passato: bisogna passare dalle parole ai fatti. Vogliamo dare credito all’assessore Bartolini perché nel 2011 ha collaborato con la Commissione alla stesura della legge sulla semplificazione, lavorando per una Pa che dà risposte in tempi certi, che garantisce chi vuole fare investimenti. Al tema della semplificazione è collegato lo sviluppo economico di un territorio». Le «buone intenzioni» non bastano invece alla Lega: «Il Piano – ha sottolineato Mancini – finirà, purtroppo, per non migliorare di un solo grammo la vita dei cittadini. Lei caro assessore è un Messia senza apostoli. Cambiano in sostanza i suonatori, ma la musica è sempre quella».
L’ordine del giorno Rispetto al testo varato dalla giunta la novità sta nell’approvazione di un ordine del giorno del segretario pd Leonelli su «Trasparenza, merito e premialità nell’amministrazione regionale». L’ordine del giorno mira a interrompere quella «consolidata prassi» di «assegnare le premialità massime alla quasi totalità dei dirigenti, un sistema che stride in primo luogo con quanto avviene nel settore privato». «Il piano di semplificazione amministrativa – dice il consigliere – dovrà tendere anche a finalizzare le sue linee guida nell’individuazione di criteri certi per le premialità dei dirigenti, basati sul riconoscimento del merito effettivo di ciascuno. Proprio allo scopo di impegnare la Giunta al conseguimento di questo obiettivo ho presentato l’ordine del giorno. La trasparenza amministrativa e, con essa, la maggiore possibilità da parte dei cittadini di esercitare una effettiva partecipazione ai processi decisionali, infatti, devono portare ad una accelerazione di quella che nei sistemi anglosassoni viene definita ‘accountability’, ovvero il controllo del cittadino finalizzato alla valutazione sul conseguimento degli obiettivi assegnati di anno in anno ad ogni macro area dell’amministrazione regionale».
