«Una delle priorità per l’Umbria così come per l’Italia in questa fase è il sostegno al sistema economico e produttivo». Lo ha detto la presidente della RegioneUmbria, Catiuscia Marini, nel corso della conferenza stampa di fine anno che si è tenuta giovedì mattina.
Crescita e mantenimento servizi Marini ha sottolineato «la fase molto difficile che sta attraversando il paese» comunicando che la giunta ha preadottato questa mattina il Documento annuale di programmazione per il 2012. «I due impegni che prendiamo – ha detto – vanno nella direzione della crescita e in quella del mantenimento del livello dei servizi, specie per le fasce più deboli, anche se nel quadro complessivo non è certo semplice».
Riforme no stop La presidente dell’Umbria ha sottolineato la necessità di proseguire nel processo di riforma del sistema pubblico regionale proprio nell’ottica di sostenere l’apparato produttivo. «Lo scopo – ha detto la presidente – è diminuire la spesa pubblica per recuperare risorse da destinare allo sviluppo».
Segnali positivi La governatrice ha sottolineato anche alcuni segnali incoraggianti negli ultimi dati sull’economia regionale, come quello sull’export. «Dati che ci incoraggiano», ha detto.
Sanità: presto la riorganizzazione Tra le riforme da approntare in breve tempo, quella di riorganizzazione del sistema sanitario umbro, «dato che – ha spiegato – iniziano a farsi sentire i tagli approntati dal governo Berlusconi, che ci porteranno 124 milioni di euro in meno da qui al 2014».
Invarianza fiscale Marini ha rimarcato come l’obiettivo sia attutire il più possibile gli effetti sulle fasce deboli della popolazione. «L’impegno che abbiamo annunciato e ribadiamo è quello dell’invarianza fiscale per il prossimo anno», ha puntualizzato.
«Maggioranza non mi preoccupa» «Non temo per la tenuta della maggioranza, reggerà fino a fine legislatura», ha detto la presidente Marini, rispondendo ai cronisti in riferimento ai recenti distinguo che si sono palesati in Consiglio regionale da parte di esponenti di Rifondazione comunista e soprattutto dell’Italia dei valori. «Sarei stata più preoccupata – ha replicato Marini – se fossero accaduti nel voto sulle riforme o su leggi di bilancio. In ogni caso, la barra dell’azione di governo è dritta e non credo sia il momento per diatribe di natura politica. Detto ciò, nessuno e’ obbligato a fare parte della maggioranza».

