©Fabrizio Troccoli

di Daniele Bovi e Marta Rosati
Si sono aperti domenica mattina i seggi, in 7 Comuni dell’Umbria per le amministrative e in tutti i Comuni per i referendum sulla giustizia, promossi da Radicali e Lega, per cui si teme il non raggiungimento del quorum del 50% di aventi diritto. Per la nostra regione si tratta di un piccolo antipasto in vista del 2023 – anno delle politiche e del voto in Comuni ‘pesanti’ come Terni, Corciano e Umbertide – e del 2024, quando si apriranno le urne per circa due terzi dei Comuni umbri e poi per la Regione; l’anno che ridisegnerà il voto politico della regione. Domenica 40.392 elettori sono chiamati a scegliere i sindaci e i consiglieri comunali a Todi, Narni, Deruta, Cascia, Valtopina, Monteleone di Spoleto e Poggiodomo; in tutto il resto della regione urne aperte per i cinque referendum sulla giustizia.

LA MAPPA POLITICA DELL’UMBRIA

TODI, I NOMI DEI CANDIDATI

Orari e numeri Domenica alle 23 partirà lo spoglio per i quesiti, mentre lunedì, dalle 14, quello per i municipi (978 in tutta Italia). In provincia di Perugia sono chiamate al voto 24.917 persone: 13.199 a Todi, 7.547 a Deruta, 2.481 a Cascia, 1.099 a Valtopina, 497 a Monteleone di Spoleto e 94 a Poggiodomo, per un totale di 37 sezioni elettorali (19 a Todi). Uno solo il Comune al voto a Terni, ovvero Narni con poco meno di 15.500 elettori; proprio Narni, insieme a Todi, essendo le uniche due città con più di 15 mila abitanti saranno quelle dove è possibile un ballottaggio.

NARNI, I NOMI DI TUTTI I CANDIDATI

PROVINCIA DI PERUGIA, I FACSIMILE DELLE SCHEDE

Lo scenario Il centrosinistra parte da un 5 a 2: Pd o civiche di centrosinistra governano a Narni, Cascia, Monteleone di Spoleto, Poggiodomo e Valtopina (queste ultime al voto anticipato dopo il siluramento dei rispettivi sindaci), mentre il centrodestra a Todi e Deruta. Narni, Todi e Deruta sono le realtà politicamente più pesanti dove si concentrerà l’attenzione di tutti; quelle che faranno pendere la bilancia da una parte o dall’altra. I pronostici sono sostanzialmente unanimi da settimane: partendo da Deruta, l’uscente Michele Toniaccini (in forza a Civitas) è dato col vento in poppa contro la dirigente di Umbria mobilità Raffaella Diosono.

NARNI, IL FACSIMILE DELLA SCHEDA

CASCIA, MONTELEONE E POGGIODOMO: I CANDIDATI

Todi Pochi chilometri più in là, a Todi Antonino Ruggiano è a caccia di un possibile terzo mandato contro il collega avvocato Fabio Catterini (candidato individuato da Pd, civici, sinistra e M5S dopo molte difficoltà) e Floriano Pizzichini, appoggiato da Azione, Todi civica e Progresso per Todi. Cinque anni fa la sfida contro Carlo Rossini si risolse al ballottaggio, con Ruggiano vittorioso per soli 26 voti; secondo i bookmaker il favorito è proprio l’uscente ma la possibilità di un ballottaggio c’è. Quel che è certo è che, al di là dei temi relativi a commercio, accessibilità del centro ed economia, un bel pezzo di campagna elettorale è ruotata intorno all’ospedale di Pantalla e all’impatto che, in termini di servizi, i due anni di pandemia hanno avuto sul nosocomio. Qui, come a Narni, il voto sarà interessante anche perché si misureranno le performance dei simboli dei partiti, assenti nelle realtà più piccole.

Narni E a proposito di simboli non può non evidenziarsi come, nella città dell’Anello, pur in un laboratorio politico che superata la prova delle primarie tiene assieme Pd, Psi e M5s e civici a sostegno di Lorenzo Lucarelli, la sinistra veda schierati altri due candidati sindaco: uno espressione di Rifondazione comunista, Roberto Pei; l’altro di Azione, Maurizio Bufi. Roccaforte della sinistra da decenni, Narni dovrebbe andare verso una conferma in tal senso, tanto che le forze coinvolte nel progetto a sostegno dell’assessore uscente, hanno appunto scelto di ripartire dal lavoro della giunta De Rebotti. Non a caso il ministro Orlando intervenendo giorni fa nella cittadina umbra ha detto che eleggere Lucarelli vorrebbe dire «confermare il buon governo». Ad ogni modo, data la corsa di altri due candidati a sinistra e la novità del centrodestra narnese unito (Lega, Fdi, Fi, Civici, Risorgimento con Sgarbi), a sostegno di Cecilia Cari, non è da escludersi il ballottaggio di Lucarelli con quest’ultima, per la quale giorni fa ha raggiunto l’Umbria il leader del Carroccio Matteo Salvini che ha esortato gli elettori al cambiamento: «Basta con la stessa sinistra da 70 anni». Qui la campagna elettorale, fatta eccezione per dei manifesti trovati strappati, si è consumata con toni piuttosto pacati e qualche stoccata che sta nelle cose. A sostegno dei Pentastellati, si è registrata la presenza dell’ex premier Giuseppe Conte, occasione per rimarcare, tra le altre cose, la spiccata sensibilità del Movimento ai temi ambientali. Il numero uno dei grillini ha infatti bollato come anacronistica la scelta di puntare sull’incenerimento. La battaglia contro i termovalorizzatori ha animato il dibattitoo politico anche negli ultimi giorni di campagna elettorale. L’esponente M5s in consiglio, Luca Tramini, ha inviato un nuovo messaggio alla giunta regionale sull’argomento.

DERUTA E VALTOPINA, I NOMI DEI CANDIDATI

I più piccoli A Cascia il vincitore c’è già: Mario De Carolis, sindaco uscente, è l’unico candidato e per lui l’unica incognita riguarda l’affluenza: per far sì che l’elezione sia valida dovrà andare al voto almeno il 40 per cento degli aventi diritto (e i voti validi dovranno essere almeno il 50 per cento). A Valtopina invece resa dei conti dopo il defenestramento, nell’ottobre scorso, di Lodovico Baldini che ci riproverà contro Gabriele Coccia, consigliere di minoranza tra i firmatari della mozione. A Monteleone l’uscente Maria Angelini se la vedrà per un possibile terzo mandato contro Francesco Pasquali e la sua lista «Aria nuova ripartiamo». A Poggiodomo infine – Comune più piccolo dell’Umbria anch’esso commissariato dopo le dimissioni che hanno portato Emilio Angelosanti a fare un passo indietro – a contendersi i 94 voti saranno Marina Amori e Filippo Marini.

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