Nominati i membri di parte pubblica e di parte privata del cda dell'azienda

di Daniele Bovi

Dalle ampolle colme delle sacre acque del Po a quelle dei depuratori e degli acquedotti di Umbra Acque. C’è infatti anche un leghista, il 30enne assisiate Alessandro Cipolla tra i nuovi membri, nominati mercoledì, del cda di Umbra Acque, l’azienda che serve 500 mila persone, 230 mila utenze, 7 mila chilometri di acquedotto e 3500 di fogne gestendo anche 170 depuratori. Ai vertici della società per un 60 per cento in mano ai 38 Comuni dell’Ati2 (il 33% è posseduto dal Comune di Perugia), e per un 40% di proprietà di Acea, è finito il tempo di Angelo Zucchini. Al suo posto, sulla tolda di comando, c’è ora Enrico Menichetti.

Cencelli è vivo e lotta insieme a noi In ossequio al manuale Cencelli, vecchio di oltre 40 anni ma tuttora sacro testo di riferimento della politica in materia di nomine nelle partecipate e affini, maggioranza e opposizione si sono scientificamente spartiti, in base al peso politico, i cinque posti di nomina pubblica del cda. Al vertice come detto, c’è il 39enne avvocato Enrico Menichetti, piddino di stretto rito bersaniano assai vicino al sindaco di Perugia Wladimiro Boccali. Il suo nome, mesi fa, circolava anche per una candidatura ai vertici del partito di Perugia. Si passa poi al riconfermato Roberto Lombrici, 45enne ex sindaco di Paciano di fede bersaniana e vicino a al segretario regionale del partito Lamberto Bottini. Spazio poi all’ex sindaco di Magione Bruno Ceppitelli, 63enne transfuga Pd dal 2009 nell’Idv. Nel cda c’è ora anche Fabrizio Burini, 50enne socialista di Torgiano. Un posto, come accennato, è stato riservato anche all’opposizione con la nomina del leghista Alessandro Cipolla.

Le nomine di parte privata Per quanto riguarda invece le nomine di parte privata che fanno capo ad Acea, Alessandro Carfì (43 anni), Andrea Bossola (50 anni) e Tiziana Buonfiglio (44 anni) sono stati riconfermati. Esce, invece, Iolanda Papalini, e al suo posto arriva Piero Ferrari (45 anni). La nomina di Menichetti va inquadrata all’interno di una partita che intreccia più piani. L’avvocato infatti arriva dalla vicepresidenza dell’Afas, e proprio nei prossimi giorni si concluderà il match per il rinnovo dei vertici delle farmacie comunali sui quali i partiti si daranno battaglia. Molto, ruota attorno alla riconferma del direttore generale Egidio Polenzani.

La questione dello spacchettamento Il nuovo cda di Umbra Acque guidato da Menichetti si troverà sulla scrivania dossier importanti. Uno particolarmente rovente è quello relativo al cosiddetto «spacchettamento» di Umbra Acque. Il progetto fino ad ora è avvolto da un alone di mistero ma secondo quanto trapelato l’azienda ha in mente la creazione di una società di scopo dove inserire alcuni servizi come laboratorio di analisi, settore ingegneria e tecnico, automezzi, patrimonio e così via. Secondo l’attuale piano d’ambito il patrimonio non è riconosciuto mentre con questa mossa si mirerebbe anche a cedere alla nuova srl quelle parti di patrimonio come sedi, attrezzature e mezzi già di proprietà di Umbra Acque. I costi dell’affitto richiesto poi, paventano i sindacati che si oppongono duramente a questo disegno, verrebbero scaricati sulle bollette degli utenti. Da una parte, insomma, verrebbero messi i servizi, mentre dall’altra rimarrebbe la gestione nuda e cruda della rete.

Boccali: niente aumenti Uno che di aumenti non ha alcuna voglia di sentir parlare è proprio Boccali, che «possiede» un pacchetto azionario di grande rilievo dentro la società e che ora ha in Menichetti un uomo a cui guardare con fiducia: «I sindaci – diceva Wladimiro Boccali nel marzo scorso a Umbria24.it – devono innanzitutto migliorare il servizio e non aumentare le tariffe».

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One reply on “Umbra Acque, col manuale Cencelli la politica nomina il nuovo cda: i nomi. E c’è anche un leghista”

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