Una veduta di Perugia (©Fabrizio Troccoli)

«Verificare e coordinare gli strumenti urbanistici, commerciali e di tutela del decoro urbano già esistenti, individuare con maggiore chiarezza le aree della città caratterizzate da particolare valore storico-artistico e definire criteri oggettivi che consentano di valutare la compatibilità delle attività economiche con il contesto urbano e culturale del centro, mantenendo equilibrio tra funzioni commerciali, residenza e qualità degli spazi pubblici». Questo il cuore di un ordine del giorno presentato nelle scorse ore in consiglio comunale dai 5S Antonio Donato e Stefano Nuzzo.

L’odg L’iniziativa, spiegano i due consiglieri, nasce dalla necessità di rafforzare gli strumenti che Palazzo dei Priori ha a disposizione per tutelare il centro storico e accompagnarne lo sviluppo. «Il centro storico non è solo uno spazio urbano: è il cuore identitario della città, il luogo in cui storia, cultura, residenza e attività economiche devono continuare a convivere in equilibrio», afferma il capogruppo Donato, sottolineando la volontà di avviare «una riflessione seria sugli strumenti che il Comune ha a disposizione per tutelarlo e accompagnarne lo sviluppo con maggiore attenzione».

Le richieste L’ordine del giorno impegna l’amministrazione comunale ad avviare un percorso tecnico e amministrativo per rafforzare la tutela e il governo delle trasformazioni economiche nel centro storico. L’obiettivo è coordinare gli strumenti urbanistici e commerciali già esistenti e quelli dedicati al decoro urbano, individuare in modo più preciso le aree di particolare valore storico e artistico e stabilire criteri chiari per valutare se le nuove attività economiche siano compatibili con il contesto urbano e culturale. L’intento dichiarato è mantenere un equilibrio tra commercio, residenza e qualità degli spazi pubblici.

Decoro e compatibilità La proposta richiama anche la normativa nazionale che consente ai Comuni di intervenire per proteggere i contesti storici. In particolare viene citato l’articolo 52 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, che permette alle amministrazioni comunali di adottare misure per garantire il decoro e la compatibilità delle attività economiche nelle aree di valore storico e monumentale. Secondo i promotori dell’atto, diverse città italiane hanno già utilizzato questi strumenti per regolare l’equilibrio commerciale dei centri storici, tra cui Firenze, Bologna e Verona. Nel percorso indicato dall’ordine del giorno si prevede anche la possibilità di predisporre un regolamento comunale specifico, coordinato con gli strumenti urbanistici e con la programmazione commerciale. Questo regolamento dovrebbe definire criteri chiari per l’apertura, il trasferimento, l’ampliamento o la trasformazione delle attività economiche nelle zone di maggiore valore storico e culturale della città.

Donato «Non si tratta di bloccare il commercio – sottolinea Donato – o limitare lo sviluppo della città. Al contrario, l’obiettivo è governare i cambiamenti con maggiore consapevolezza, mantenendo equilibrio tra attività economiche, residenza, qualità degli spazi pubblici e valorizzazione del patrimonio storico e culturale». Secondo i due consiglieri, l’atto rappresenta un primo passo per aprire un confronto che coinvolga uffici comunali, enti di tutela del patrimonio culturale e operatori economici, così da definire criteri chiari e trasparenti per accompagnare l’evoluzione del tessuto commerciale del centro storico. «Il centro storico – conclude Donato – è una risorsa preziosa e non riproducibile. Proprio per questo va accompagnato nel suo sviluppo con attenzione, equilibrio e visione, affinché continui a essere un luogo vivo, attrattivo e riconoscibile per chi lo vive ogni giorno e per chi visita la nostra città».

Il Prg Sempre sul fronte della pianificazione urbanistica, un altro ordine del giorno è stato presentato martedì in una conferenza stampa dai gruppi consiliari Perugia Civica e dal Gruppo Misto per sollecitare l’avvio dell’iter del nuovo Piano regolatore generale del Comune. Il documento sarà discusso giovedì 12 in commissione Urbanistica. Secondo i promotori, l’obiettivo è dotare la città di uno strumento urbanistico più aggiornato, capace di affrontare le sfide del calo demografico e della sostenibilità e di superare strumenti ritenuti ormai datati. Il capogruppo di Perugia Civica Nilo Arcudi ha spiegato che l’attuale piano urbanistico «è ormai superato e anacronistico, essendo stato immaginato tra il 1995 e il 1998 in un contesto sociale e tecnologico oggi remoto». In quegli anni, ha ricordato, non esistevano ancora internet o i telefoni cellulari come oggi. Per questo, secondo Arcudi, «è fondamentale immaginare oggi una pianificazione che sia finalmente in sintonia con l’evoluzione e i cambiamenti necessari per costruire la città del futuro».

Le proposte La proposta punta a ridurre le previsioni di nuove costruzioni e di espansione urbana, concentrando invece l’attenzione sulla riqualificazione della città esistente, sul recupero delle aree già urbanizzate e sulla rigenerazione dei quartieri. Tra i punti indicati nell’ordine del giorno c’è anche il rafforzamento del ruolo economico della città, creando condizioni più favorevoli per attrarre imprese e investimenti attraverso procedure urbanistiche più semplici. In questo quadro viene richiamato anche il modello della “città dei 30 minuti”, in cui i principali servizi possano essere raggiunti facilmente da tutti i quartieri.

Tuteri Il consigliere del Misto Gianluca Tuteri ha espresso sostegno all’iniziativa, sottolineando la necessità di superare modelli urbanistici ormai datati. «La necessità di un nuovo approccio urbanistico – ha detto – e di un pragmatismo amministrativo è ormai impellente», ricordando anche come sia necessario rispondere alle esigenze di una società profondamente cambiata rispetto a trent’anni fa. Secondo i promotori, dopo oltre tre decenni è il momento di aprire una nuova fase di pianificazione urbanistica per costruire una città capace di guardare ai prossimi decenni con una visione più moderna. «Con la discussione in commissione Urbanistica – assicurano – si apre ufficialmente la sfida per una città più semplice, vivibile e pronta ai prossimi decenni».

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