Con 16 voti favorevoli della maggioranza e le otto astensioni dell’opposizione, il consiglio regionale ha approvato martedì il Documento triennale di indirizzo strategico per il turismo 2011-2013. Le linee contenute nel Piano prevedono: un unico soggetto responsabile per la promozione integrata; qualificazione dei servizi e delle strutture; la realizzazione di un nuovo portale. In sostanza un’idea unitaria della regione utile a rafforzare il suo posizionamento turistico puntando su una innovativa strategia di marketing che riguarda, nel suo insieme, l’intero territorio, evitando dispersioni e moltiplicazioni di iniziative e di linguaggi.
Rafforzare l’immagine dell’Umbria L’obiettivo è di rafforzare l’immagine dell’Umbria come «regione della qualità e della sostenibilità». Se per il relatore di maggioranza, Gianfranco Chiacchieroni (Pd) «il piano è di grande valore perché attraversa trasversalmente ogni settore dell’economia regionale», per Maria Rosi (Pdl) relatore di minoranza «il turismo è una grande azienda che può davvero rilanciare l’Umbria in un contesto internazionale». Soddisfatto del dibattito che si è sviluppato prima in Commissione e poi in aula anche l’assessore regionale al Turismo, Fabrizio Bracco, che ha riassunto il Documento come «promozione integrata e qualità dell’offerta».
Turismo religioso e non solo Nel dibattito prima del voto, Orfeo Goracci (Prc) ha espresso «l’auspicio che la Festa dei Ceri di Gubbio possa diventare patrimonio culturale immateriale Unesco». Andrea Lignani Marchesani (Pdl) ha ribadito l’esigenza di «sviluppare il turismo religioso: i sentieri, i cammini, il circuito dei santuari, valorizzando soprattutto quello di maggior rilevanza, il Cammino di San Francesco, legandolo ai circuiti interregionali ed internazionali». Paolo Brutti (Idv), ha ribadito l’esigenza di «Puntare su una promozione integrata e di sviluppare e valorizzare le risorse ambientali e agroalimentari tipiche e di qualità.
Bracco: secondo motore della nostra economia Infine l’assessore Bracco ha ricordato che «il turismo rappresenta il secondo motore della nostra economia e del nostro sviluppo», evidenziando che «il piano riunisce la filiera turismo-ambiente-cultura e la supera fino a farla diventare filiera turismo-commercio-ambiente-cultura-artigianato e agricoltura di qualità. È necessario organizzare l’offerta turistica conformando le scelte nei territori, nelle città, nei borghi. L’Umbria va promossa nella sua interezza. Non più promozione “fai da te”, ma un soggetto unico responsabile che possa promuovere i nostri territori nei mercati esteri. Per lo sviluppo del turismo è in atto un intenso rapporto di collaborazione tra gli assessorati al fine di dare sostegno ad ogni filiera».


Promozione integrata che metta a sistema tutta la filiera turistica ,turismo sostenibile e qualità nell’accoglienza dove le risorse umane sono fondamentali come la qualità delle strutture ricettive e servizi per i visitatori.
Con un soggetto unico di coordinamento sarà una rotta giusta per il turismo in Umbria.