di M.R.
Porta la firma dei deputati di Avs, Piccolotti e Bonelli, l’interrogazione rivolta al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, sui collegamenti ferroviari in Umbria, dove il trasporto, è evidenziato, «risente di una forte polarità su Firenze e Roma, e nel complesso l’offerta di servizi risulta qualitativamente insoddisfacente».
Rete ferroviaria «Da troppo tempo – si legge nell’atto – la rete ferroviaria italiana è interessata da gravi ripetuti disservizi che hanno mandato in tilt buona parte della circolazione ferroviaria del Paese con effetti pesantissimi sui cittadini e i viaggiatori; mai come in questi lunghi mesi, le infrastrutture ferroviarie del nostro Paese si sono dimostrate ancora una volta estremamente fragili, e i ritardi, le cancellazioni, gli incidenti, e i guasti dei treni sono sempre più frequenti. Per non parlare degli incidenti sul lavoro, anche mortali, che hanno drammaticamente interessato la rete ferroviaria».
Treni All’attenzione del ministro Salvini quindi problemi e disservizi sulla circolazione ferroviaria, che hanno ostacolato i cittadini e i flussi turistici nel periodo estivo, con disagi che hanno stravolto gli spostamenti di milioni di lavoratori, studenti, turisti; il sistema dei treni ad alta velocità è sempre più spesso interessato da fortissimi ritardi e da cancellazione di corse, con disagi insostenibili per l’utenza; così come enormi e costanti sono le criticità che interessano molte linee ferroviarie utilizzate quotidianamente dai pendolari. «Una delle regioni più interessate dal pendolarismo e dai disservizi delle relative linee ferroviarie – evidenziano Piccolotti e Bonelli – è certamente l’Umbria. Il crescente pendolarismo e i troppi disagi hanno portato alla nascita in tutta la regione di comitati di pendolari per cercare di difendere i diritti di migliaia di studenti e lavoratori che sono costretti a spostarsi dal proprio comune di residenza».
Collegamenti ferroviari «È evidente – esortano i deputati – la necessità di incrementare la frequenza nei collegamenti tra Perugia, Foligno e Terni; la regione Umbria e Trenitalia hanno avviato la fornitura di 12 nuovi treni destinati al servizio ferroviario regionale, a incrementare l’attuale flotta, e garantiranno il mantenimento dei collegamenti sulla Linea direttissima; va evidenziato che nel caso in cui si procedesse in tempi rapidi al «blocco radio» (voltaggio molto più potente delle linee tradizionali) che assicura il distanziamento dei treni per mezzo di «autorizzazioni al movimento» trasmesse via radio a bordo dei treni provvisti delle necessarie attrezzature, quei treni umbri sarebbero da buttare prima ancora di esser messi in esercizio perché non compatibili col sistema; è evidente che in caso di incompatibilità tra i nuovi treni acquistati e il sistema del «blocco radio» ci si troverebbe di fronte ad uno sperpero di denaro pubblico e conseguente possibile danno erariale».
Umbria «Più volte l’assessore alle infrastrutture e trasporti della ragione Umbria, Enrico Melasecche, ha sottolineato che i gravi disservizi della rete ferroviaria regionale e la causa dei ritardi dei treni, sono in gran parte conseguenza dei cantieri sulla rete finanziati con risorse del Pnrr e dei relativi lavori che si stanno effettuando per il potenziamento della linea; in realtà – argomentano Bonelli e Piccolotti – non risulta che in Umbria vi siano cantieri: la realtà è che l’Umbria paga scelte commerciali e ritardi che nascono a Roma. Una delle cause, non è quella dei troppi cantieri nella regione, ma il sistema di distanziamento dei treni e al fatto che la stazione di Roma Termini gestisce un traffico giornaliero di dimensioni sproporzionate».
Salvini Al ministro i parlamentari chiedono di sapere se non ritenga indispensabile adottare tutte le iniziative di competenza al fine di garantire la precedenza ai treni regionali e interregionali dei pendolari che si muovono dall’Umbria rispetto all’alta velocità (nel rispetto dello stesso contratto di programma con Rfi); se non si intenda prevedere opportuni stanziamenti per intervenire sui «conflitti di circolazione» di tratte e stazioni sature; se i nuovi treni acquistati destinati al servizio ferroviario regionale umbro siano compatibili con il sistema del «blocco radio» in via di realizzazione.
