Trasporto pubblico locale in forte difficoltà

di Iv. Por.

Una razionalizzazione, in termini tecnici. In pratica, il sistema dei trasporti pubblici deve fare i conti con il taglio del 70% dei fondi statali e quindi andrà incontro a un taglio delle tratte coperte, fatti salvi i servizi minimi, e un’integrazione in un’unico bacino regionale: basta spezzettamenti, basta sprechi. E’ la linea dettata dall’assessore Silvano Rometti, che ha illustrato il ddl preadottato dalla gijnta con cui si modifica la legge 37/98 sul Tpl.

Integrazione ferro-gomma Garantire una programmazione unitaria in ambito regionale dei servizi pubblici di trasporto che preveda una forte integrazione ferro-gomma in modo tale da ottimizzare i costi di gestione. E’ con questo obiettivo che la Giunta regionale dell’Umbria ha dato corso alla rivisitazione dei contenuti della legge regionale “37/98”, in materia di Trasporto Pubblico Locale. Rometti ne ha parlato giovedì durante la riunione del Tavolo sostenibilità e territorio, che si è tenuta a Palazzo Donini a Perugia.

Risorse al lumicino «Allo stato attuale – ha detto Rometti – l’obiettivo è quello di coniugare attraverso un sistema tariffario strutturato, le esigenze economiche delle aziende del trasporto pubblico, fortemente penalizzate dall’esiguità dei contributi pubblici destinati a questi servizi, con la necessità di incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici di trasporto da parte dell’utenza. In questo contesto – ha detto Rometti – la procedura ad evidenza pubblica per l’affidamento dei servizi di Tpl è oggi ancora più valida che in passato e conforta la scelta della Regione verso l’aggregazione delle aziende umbre di trasporto che si è concretizzata con la fusione di queste nell’ Umbria Tpl e Mobilità».

Superare vecchia mentalità Per l’assessore «tutto ciò, ha reso necessaria la rivisitazione della legge regionale che mira anche a rendere più integrate le procedure tra gli enti che sono chiamati a programmare ed amministrare i servizi pubblici di trasporto superando la mentalità della sola gomma o del solo ferro».

Bacino unico  e mobilità alternativa Illustrando il nuovo testo, Rometti ha evidenziato che i punti salienti dell’aggiornamento della legge regionale “37/98” sono più di uno: primi tra tutti, ci sono il passaggio dagli attuali tre bacini di traffico ad un unico bacino, e l’obiettivo di favorire l’intermodalità attraverso l’inserimento tra i sistemi di trasporto pubblico locale, anche di quelli effettuati con sistemi a fune su sede fissa, scale mobili, ascensori e tappeti mobili, ovvero quei sistemi che, comunemente, vengono definiti di mobilità alternativa, tra questi anche i parcheggi di interscambio.

Gare d’appalto alle Province Tra i punti definiti nel nuovo testo, in primo piano c’è anche quello della sinergia istituzionale, attraverso la sottoscrizione di uno o più accordi di programma tra enti locali e la Regione. «In particolare – ha precisato l’assessore Rometti – le Province possono essere assegnatarie del compito di organizzare ed esperire le gare di appalto che contengano, oltre ai servizi minimi, anche quelli aggiuntivi, nonché il trasporto su ferro regionale e locale, quindi Trenitalia ed ex Fcu».

Servizio urbano sopra i 12 mila abitanti Il nuovo disegno di legge stabilisce anche di prevedere il servizio urbano nei comuni con una popolazione superiore a 12 mila abitanti o, in alternativa, di stabilire una soglia percentuale della mobilità interna di ciascun comune, in base agli ultimi dati Istat disponibili (2001). I Comuni inoltre, saranno anche coinvolti nella fase di redazione del Piano di Bacino e più in generale nelle fasi della programmazione.

Basta sovrapposizioni Attenzione è dedicata anche all’eliminazione delle possibili sovrapposizioni di corse e di tratte, in particolare sulla medio-lunga percorrenza: «Vengono favorite inoltre, – ha precisato Rometti – una forte integrazione fra le diverse modalità di trasporto e l’incentivazione dei servizi ferroviari per gli spostamenti caratterizzati da medio-lunghe distanze e con frequentazioni significative».

Servizi minimi basati su risorse «A questo – ha sottolineato Rometti – si aggiunge il tema fondamentale dell’individuazione dei servizi minimi che non potranno essere necessariamente ricondotti al riferimento storico. Quindi, attraverso gli atti di indirizzo programmatici, si dovranno individuare i criteri attraverso i quali si identificheranno tali servizi, avendo anche il più possibile chiaro il riferimento finanziario».

Pochi soldi: collaborare Per Rometti il tema più significativo rimane infatti, proprio quello «della risorsa finanziaria che, essendo sempre meno garantita dallo Stato, pone la Regione davanti a scelte impegnative quali quella di un pesante intervento per rendere più efficiente l’intero sistema dei trasporti. L’ipotesi del bacino unico e la conseguente, necessaria , programmazione condivisa – ha concluso l’assessore – comporterà un notevole sforzo collaborativo da parte degli enti locali interessati, il cui contributo rimane indispensabile per il raggiungimento degli obiettivi da raggiungere».

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One reply on “Trasporto pubblico, pochi soldi: verso un taglio delle tratte e l’integrazione dei sistemi regionali”

  1. ma ridurranno le corse e rinnoveranno il trasporto nel resto dell’umbria? per risparmiare è declessare da urbane a extraurbane le linee che collegano i paesi e le zone di campagna limitrofe alla città

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