di Vincenzo Diocleziano di Natale
Una riforma complessiva del sistema culturale regionale, con più risorse e una programmazione stabile nel tempo. Il disegno di legge “Norme in materia di cultura e imprese culturali e creative”, predisposto dalla Giunta regionale, è stato presentato mercoledì in Terza commissione a Palazzo Cesaroni dall’assessore Tommaso Bori. Il testo sarà oggetto di audizioni martedì 17 marzo. Il provvedimento è stato definito dall’assessore come una «chiamata alle arti» costruita attraverso un testo unico che supera 12 leggi regionali e riorganizza l’intero sistema culturale. I principi guida indicati sono accessibilità universale, pluralismo, innovazione e imprenditorialità, progetti di rete, attenzione a giovani e donne e tutela del lavoro culturale.
Le risorse La legge prevede un rafforzamento dei finanziamenti, con il raddoppio delle risorse del fondo regionale per la cultura, che saliranno a 3 milioni di euro all’anno. Il finanziamento complessivo previsto è di 31 milioni di euro, tra fondi regionali, nazionali ed europei: 9 milioni dal fondo regionale per il triennio 2026-2028, 5,4 milioni dal Fondo europeo di sviluppo regionale per la rigenerazione di attrattori culturali, 10 milioni dal Fondo per sviluppo e coesione destinati ai beni culturali e 6 milioni per sostenere le imprese culturali e creative.
Programmazione triennale Tra le principali innovazioni c’è l’atto di indirizzo triennale per la cultura, che permetterà a enti locali, istituzioni e operatori del settore di pianificare con continuità le attività. Il documento conterrà l’analisi del sistema culturale regionale, gli obiettivi di sviluppo, gli interventi gestiti direttamente dalla Regione e le linee guida per i programmi operativi annuali.
Patrimonio e luoghi della cultura Il testo prevede anche l’istituzione dell’Osservatorio regionale per la cultura e la creatività, con il compito di monitorare e analizzare i dati del sistema culturale regionale. Ampio spazio è dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale immateriale, recependo la definizione della Convenzione Unesco del 2003. Tra le tradizioni identitarie riconosciute figurano la Festa dei Ceri di Gubbio, la Giostra della Quintana di Foligno e le infiorate artistiche, per le quali sarà istituito un calendario regionale, insieme a un calendario delle manifestazioni di rievocazione storica. La legge individua inoltre circa 240 istituti e luoghi della cultura tra musei, biblioteche, archivi ed ecomusei, per i quali si punta a sostenere i costi di gestione e migliorare i servizi al pubblico.
Imprese culturali e welfare Il provvedimento riconosce il ruolo delle imprese editoriali indipendenti e promuove la partecipazione degli editori umbri a manifestazioni nazionali e internazionali come il Salone del libro di Torino, Più libri più liberi di Roma e Lucca Comics. Tra gli elementi introdotti c’è anche il principio del welfare culturale, che riconosce la cultura come strumento di benessere e inclusione sociale. La Regione promuoverà inoltre il riuso culturale e sociale di spazi dismessi, favorendo partenariati tra pubblico e privato, e riconosce il valore dello spettacolo dal vivo, delle residenze artistiche e delle manifestazioni bandistiche e corali come espressioni fondamentali della vita culturale del territorio.
