Il consiglio regionale ha approvato all’unanimità una mozione unitaria che impegna la giunta ad avanzare al governo un piano di proposte sui danni indiretti provocati dagli eventi sismici del 2016, riferendo poi alle commissioni consiliari sull’esito dell’iniziativa. Il testo approvato martedì è frutto dell’unificazione di quattro mozioni intorno al quale è stato sviluppato il confronto tra maggioranza e opposizione. Il via libera è arrivato dopo una lunga seduta aperta col question time e in particolare dal botta e risposta tra la presidente Catiuscia Marini e il consiglieri del M5s, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari.
Botta e risposta tra Liberati e Marini Ci sono le casette e il contributo per l’autonoma sistemazione (cas) al centro dell’interrogazione discussa martedì mattina a Palazzo Cesaroni dove dai banchi dell’opposizione, i pentastellati hanno detto: «L’emergenza post sisma è stata gestita in modo tutt’altro che ottimale con centinaia di famiglie che hanno fatto da sé senza attendere le lungaggini dello Stato. La presidente Marini – ha attaccato Liberati – dovrebbe sapere che non saranno rispettati né il termine di febbraio, né quello di giugno. Infatti le casette del post 24 agosto pronte per fine febbraio sono appena 40 rispetto alle circa 100 necessarie, quanto al post 30 ottobre non ci sono dati certi dopo il rimpallo delle schede Aedes-Fast-Aedes e tanto meno sono state predisposte le urbanizzazioni, ancora in fase progettuale». Poi le bordate al Cns che si è aggiudicato l’appalto nel 2014 per la realizzazione delle casette in caso di emergenza «soggetto privo di minima esperienza in edilizia – dice il M5s – che in base a una sentenza del Consiglio di Stato ha perso i requisiti morali facendo ‘cartello’ sui lavori nelle scuole» in un appalto del 2012. Al Cns Liberati poi imputa «ritardi evidenti nella realizzazione delle casette». A rispondere in aula la presidente Marini: «I cittadini ricevono il cas su loro richiesta, i Comuni dispongono già di tutte le risorse necessarie e devono provvedere al pagamento. Il ritardo si è verificato a Norcia e abbiamo supportato l’amministrazione comunale per gestire le pratiche». Poi le casette: «Per le sae (soluzioni abitative di emergenza, ndr) è sempre il Comune che individua i luoghi e le aree dove bisogna urbanizzare e fatto ciò la Regione provvede a urbanizzare con le gare di affidamento dei lavori. I Comuni hanno definito in parte a dicembre e in parte a gennaio le localizzazioni così come il numero di casette necessarie per il sisma del 24 agosto è di 99 unità, di cui 38 consegnate. Inoltre, viste le modifiche del decreto ci saranno procedure negoziate a Norcia e saranno assegnate le casette necessarie: alle prime 100 ne seguiranno altre 100 entro il 10 marzo e poi altre 360, sempre tenendo presente che noi seguiamo le regole, quindi le casette sono di competenza della Protezione civile nazionale in collaborazione con l’Anac (autorità nazionale anticorruzione, ndr), perché sono gare nazionali e i Comuni riceveranno la fornitura direttamente dalla Prociv». E nella replica in aula Liberati ha annunciato che si rivolgerà all’Anac «perché confermiamo che il Cns non ha i requisiti morali per occuparsi delle casette essendo stato condannato dal Consiglio di Stato».
Curcio sulle casette del ’97 E nelle ultime ore anche il capo del dipartimento della Protezione civile nazionale, l’ingegner Fabrizio Curcio, nell’ambito di un’audizione in commissione ambiente della Camera ha risposto alla questione delle casette del terremoto del 1997 presenti tra Foligno, Sellano e altre zone appenniniche colpite venti anni fa. La questione sollevata da M5s e dalla trasmissione Le Iene è sempre relativa all’utilizzo dei fabbricati in legno sempre manutentati e tenuti in ottimo stato ma non utilizzate per il sisma del 2016-2017: «Furono fatte dalla protezione civile regionale venti anni fa e poi dopo la ricostruzione date ai Comuni che le hanno gestite con la clausola che in caso di emergenza vengono riprese dalla struttura operativa regionale della protezione civile. A me fa piacere che il sindaco di Foligno dica che le gestisco io, ma sono della protezione civile regionale e ho parlato più volte con la presidente Marini. Non c’è la possibilità tecnologica di smontarle e in più le persone non vogliono spostarsi di 40, 50 chilometri non chiedetemi perché, ma la disponibilità c’è e la Regione le ha messe a disposizione, tuttavia credo che manchi la reale volontà di andare a vivere in queste casette». A intervenire il deputato del M5s, Filippo Gallinella: «C’è da crederci che sia così? Vedremo cosa diranno i comitati spontanei dei cittadini che racconteranno come stanno realmente le cose, a dimostrazione che il metodo dello scaricabarile di responsabilità non è sufficiente a nascondere le reali difficoltà organizzative all’interno delle istituzioni locali e nazionali!».
Squarta firma per il G7 in Umbria Sempre in consiglio regionale è rispuntata la proposta di organizzare il G7 in Umbria per rilanciare il turismo. Su change.org è stata lanciata una petizione che in quattro giorni ha raccolto poco più di 80 firme, tra queste quelle di Marco Squarta (Fd’I) che in aula dopo aver reso nota la sua sottoscrizione ha spiegato: «La Regione Umbria ha pagato Sgarbi per rilanciare l’immagine dell’Umbria durante il festival di Sanremo, con una campagna pubblicitaria quanto meno opinabile. Ma a cuor leggero ha bocciato la proposta del G7. Quattro mesi fa – ha detto l’esponente di opposizione – ho proposto il G7 in Umbria perché erano prevedibili gli effetti negativi che il sisma avrebbe avuto sul turismo. In occasione del vertice mondiale per la pace durante il quale Papa Francesco ha incontrato a settembre oltre 500 leader di nove religioni diverse la prefettura e le forze dell’ordine hanno dimostrato di essere all’altezza di appuntamenti di rilevanza mondiale. Se il vertice venisse portato in Umbria arriverebbero nella nostra regione Donald Trump e Angela Merkel insieme ai primi ministri di Canada, Giappone, Regno Unito e Francia. L’Umbria tornerebbe a mettersi in gioco a livello mondiale, un’occasione irripetibile anche per il premier Gentiloni il cui governo finora ha concesso 18 soluzioni abitative d’emergenza a fronte delle 191 casette richieste dai terremotati. Il G7 – conclude Squarta – garantirebbe all’Umbria un fortissimo ritorno per il territorio e soldi per infrastrutture destinate a rimanere. La Regione, però, si accontenta degli spot di Sgarbi. E infatti in Umbria non viene più nessuno: firmiamo tutti la petizione».
Solidarietà In Umbria, sabato 18 febbraio, le guide aderenti ad Agtu (Associazione guide turistiche Umbria), Gaia (Guide Accompagnatori Interpreti Associati), Guide in Umbria e Umbria con me hanno offerto visite guidate gratuite della Basilica di San Francesco di Assisi, raccogliendo fondi da destinare al restauro del tetto della chiesa che si trova nei pressi del cimitero della frazione di Sant’Anatolia di Narco e custodisce pregevoli affreschi e dipinti. All’invito ha risposto un gran numero di umbri e turisti, con una raccolta di fondi che ha superato i 6 mila euro. Le donazioni sono arrivate dall’Umbria, dal Friuli Venezia Giulia, da Piacenza, da Siena e da Catania. «Siamo grati alle guide turistiche dell’Umbria che, oltre a contribuire a valorizzare lo straordinario patrimonio culturale umbro con la loro attività quotidiana, hanno voluto dare un aiuto concreto per il restauro di uno dei nostri beni culturali ‘adottando’ la chiesa di Santa Maria delle Grazie a Caso di Sant’Anatolia di Narco».
Ok unanime a mozione sul danno indiretto L’assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato all’unanimità una mozione unitaria che impegna la giunta regionale ad avanzare al governo nazionale un piano di proposte sui danni indiretti provocati dagli eventi sismici del 2016, riferendo poi alle commissioni consiliari sull’esito dell’iniziativa. Il testo approvato è frutto dell’unificazione di quattro mozioni e in particolare chiede inoltre alla giunta di «tener conto degli indirizzi emersi nel corso del dibattito assembleare e relativi a: forme di sostegno aggiuntivo alle imprese presenti nei Comuni del cratere; allargamento della platea degli ammortizzatori sociali ai lavoratori dei settori interessati, riferibili alle province su cui insistono i comuni ricadenti nel cratere; riconoscimento di forme di sostegno al reddito per le specifiche categorie che hanno subito danni indiretti, anche attraverso forme di fiscalizzazione degli tributi locali, riferibili alle province su cui insistono i comuni ricadenti nel cratere; valutare forme di diminuzione selettiva dell’Irap regionale a sostegno delle categorie individuate, compatibilmente con gli equilibri di bilancio; porre in essere un piano strategico di comunicazione e promozione condiviso con enti locali, imprese e parti sociali, secondo le linee illustrate in assemblea dalla giunta regionale ed in grado di incidere rapidamente su una auspicata ripresa del trend positivo in essere al 24 agosto». La mozione impegna infine il presidente dell’assemblea legislativa a trasmettere l’atto ai parlamentari, ai presidenti di Camera e Senato e ai presidenti delle Commissioni parlamentari competenti.
Danno indiretto Prima del via libera il danno indiretto era stato discusso in aula con un’interrogazione del M5s: «Non ci sono ancora riscontri da parte del governo e della giunta regionale col rischio di tante espulsioni dal mondo del lavoro». In questo caso a replicare a Liberati è stato il vicepresidente Fabio Paparelli, che ha relazionato anche su altre misure di sostegno alle imprese: «Dopo il sisma del 24 agosto sono arrivate richieste di attivazione degli ammortizzatori sociali in deroga per 485 imprese e 600 lavoratori, impegnando 6 milioni su questo fronte. Abbiamo servito i lavoratori stagionali, con contratto a tempo determinato, i precari, chi aveva esaurito la Cico e la Cigs, tutti i lavoratori senza anzianità aziendale di dodici mesi. Ora, nel nuovo decreto emanato è prevista la possibilità della cassa e dell’estensione della cassa integrazione per tutto il 2017, limitatamente alle imprese che operano nei Comuni del cratere. Si tratta di un dato positivo ma in sede di audizione abbiamo chiesto alle Commissioni parlamentari l’estensione della cassa in deroga a tutte le province dove insistono i comuni del cratere, che per quanto ci riguarda rappresentano l’intera regione. Il decreto prevede anche l’estensione di 5 mila euro anche per le imprese inagibili e il fondo che il governo ci ha messo a disposizione è sufficientemente ampio avendo una dotazione di 135milioni di euro, potremmo chiedere in corso d’opera la possibilità di estendere per altri quattro mesi, quindi passare da 5 a 10 mila euro». Più specificatamente sul danno indiretto: «L’unico terremoto in cui fu riconosciuto è stato quello del 1997, ma era limitato alle imprese del cratere, mentre qui stiamo chiedendo al governo uno sforzo che vada oltre il perimetro. L’obiettivo è produrre, in sede di conversione del decreto, una proposta che riconosca il danno indiretto, delimitandolo in maniera territoriale, cioè solo alle province dove insistono i Comuni all’interno dei crateri e alle imprese turistiche, del commercio e dell’artigianato legate al turismo. Selezionando gli interventi forse abbiamo la possibilità di riuscire, diversamente ci vorrebbe un’altra finanziaria».
