di Mar. Ros.

Che la data delle elezioni sia quella del 20 o de 27 maggio lo sapremo presto, intanto è certo che Terni va al voto. Quale scenario politico si aprirà agli occhi dei cittadini di Terni chiamati alle urne, invece, questo è davvero imprevedibile al momento. Di sicuro correrà il centrodestra, forte di un risultato strepitoso alle consultazioni del 4 marzo, senza dubbio ci saranno i Cinque stelle che dimostrano di essere un Movimento in ascesa; non mancherà il Partito democratico, il più penalizzato ma anche quello in maggiore fermento, tra autorevoli fughe, correnti, spifferi e nuovi entusiasmi. Come sempre poi, è atteso qualche passo dalla società civile.

Centrodestra e Movimento cinque stelle Quanto al primo schieramento citato, Lega Nord e Forza Italia sono le sorvegliate speciali, i confronti sono già cominciati e si allargano a tutta la coalizione che ha primeggiato alle politiche ma è ancora presto per fare nomi, tantomeno pensare un candidato sindaco. Nel gruppo dei grillini ci si incontra costantemente dal 5 marzo scorso e, in attesa di capire anche le mosse degli avversari, tra i pentastellati si fa la conta dei disponibili a concorrere per la poltrona di primo cittadino. Thomas De Luca, per molti considerato l’uomo della convergenza, non è una candidatura così scontata; potrebbe persino riprovarci la prof Angelica Trenta; al momento nulla è escluso. «Lo avevamo chiesto a Di Battista – ironizza qualcuno – ma teme di perdere al ballottaggio». Su una cosa intanto la linea è definita: se ci sono tre o quattro papabili candidati, si trova la quadra strada facendo, altrimenti primarie.

Fermento Pd Quello che è in corso all’interno del Partito democratico è invece una sorta di rebus, con sfumature da Risiko e colpi di scena da Cluedo ma senza il morto. Gianluca Rossi, dopo la sfumata ricandidatura al Senato, la batosta incassa dal Pd e, poi, la segretaria del Pd comunale Sara Giovannelli che non lo ha convocato alla direzione del 15 marzo, aprendo invece le porte allo sconfitto Cesare Damiano che non è iscritto a Terni, ha pensato bene di alzare i tacchi e andarsene. A mollare il progetto dei dem è stata nelle ultime ore anche la dottoressa Maria Grazia Proietti, ex presidente dell’assemblea comunale ai tempi di Jonathan Monti, che ha riconsegnato la tessera. Intanto col passare dei giorni, prende sempre più corpo la sensazione che nella Conca, qualcuno del Pd in campagna elettorale abbia remato contro, o perlomeno sia rimasto a guardare mentre qualcun altro (Leopoldo Di Girolamo Compreso, si dice) si dannava l’anima. Tra le mura di via Mazzini qualche nome circola, ex procuratori, ex ministri del lavoro, attuali presidenti di questa o quella associazione, ma anche qui è presto per fare ipotesi. C’è un dato però: lo schiaffo delle elezioni e le annunciate dimissioni di Renzi, stanno pian piano riavvicinando ex militanti.

Terni valley e poi chissà In questa pantomima, intanto, non è sicuro quali e quante liste civiche spunteranno. Terni valley ha chiamato a raccolta i propri soci per il prossimo 25 marzo, il team vuole avere un ruolo attivo alle amministrative ma non è ancora chiaro in quale forma. Vecchi progetti come Terni città aperta o simili sembrano essersi ormai persi nelle nebbie dell’ultima consiliatura finita con un anno di anticipo sulla scadenza naturale del mandato Di Girolamo, ma potrebbero riaffiorare al momento dell’ufficialità della data del voto. Qualcos’altro pare si stia già muovendo invece tra gli ordini professionali: avvocati, commercialisti e architetti potrebbero non rimanere alla finestra. Per il momento invece, Stefano Lupi, presidente di Confcommercio Terni, dato nei giorni scorsi come un capolista di stampo civico, ci tiene a smentire: «Ringrazio chi ha pensato a me ma entrare nel siparietto che si sta consumando non mi interessa».

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