di Massimo Colonna

Sono arrivati nella mattinata di mercoledì a Palazzo Spada i documenti spediti dalla prefettura che certificano la presenza di un rappresentante politico di maggioranza che ha un carico pendente con la giustizia e per cui la legge Severino farà scattare l’incompatibilità: si tratta del capogruppo di ForzaItalia Raffaello Federighi. Nei giorni scorsi proprio il Palazzo del Governo ha avviato una procedura per la verifica su tutti i 42 amministratori di Palazzo Spada insediatisi con l’avvento della nuova giunta. E da queste verifiche ecco una posizione di incompatibilità.

Il nome La legge Severino, come noto, in sostanza impedisce a chi ha condanne di ricoprire ruoli di rappresentanza pubblica, come appunto quello di consigliere comunale e c’è un nome che rientra in questa circostanza: quello appunto di Federighi, della maggioranza di centrodestra, che quindi dovrà lasciare il consiglio comunale. A breve il presidente della massima assise cittadina, Francesco Ferranti, convocherà la prossima seduta, verosimilmente per il 17 settembre, e in quel caso l’assemblea voterà la presa d’atto del provvedimento prefettizio che, ovviamente, non potrà essere discusso nel merito dalla stessa assemblea. E a quel punto ecco che entrerà in consiglio il primo dei non eletti.

Il Partito democratico Il Pd intanto sulla vicenda esprime «sconcerto» e sottolinea «la gravità del ritardo con cui emerge la posizione». «Intendiamo rimarcare – si legge in una nota – che a seguito delle autodichiarazioni ad inizio consigliatura, era stata prodotta una prima istruttoria dalla quale risultavano convalidabili tutti i consiglieri comunali. In questo caso ci troviamo di fronte addirittura ad una fattispecie di incandidabilità, non dichiarata dal consigliere, ma tantomeno verificata dalla lista di appartenenza al momento della presentazione delle candidature. Questo nuovo accadimento, segue quello altrettanto grave relativo alle morosità di alcuni consiglieri comunali, anch’esso emerso dopo la convalida degli eletti. E’ bene sottolineare che gli atti adottati dal consiglio sono stati votati alla presenza di consiglieri su cui pendevano situazioni di incompatibilità per morosità poi onorata, fatta salva la falsa dichiarazione dei singoli, ed oggi anche di incandidabilità».

Il M5S «Purtroppo per vincere le elezioni – scrive Andrea Liberati, consigliere regionale del M5S – alcuni partiti sono andati avanti alla ricerca forsennata dei voti, senza discernimento, senza apparentemente conoscere casellario giudiziale e carichi pendenti, quale che fosse il prezzo da far pagare dopo a una città già esausta, modello due ciriole alla ternana e via. L’istituzione comunale resta così debole e ampiamente sotto attacco, non molto diversamente dal passato».

Senso civico Sulla vicenda interviene anche Alessandro Gentiletti di Senso civico. «La notizia della decadenza del capogruppo di Forza Italia in ragione della Legge Severino, rappresenta l’ennesima pagina buia e conferma ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, l’inaffidabilità dell’attuale maggioranza di governo a rappresentare il rinnovamento, il cambiamento e la discontinuità con il passato. Ritengo quanto accaduto gravissimo e mi associo alle dichiarazioni del presidente De Luca sulla necessità che quanto prima la commissione di garanzia e controllo sia operativa e posta in grado di tutelare le istituzioni».

@tulhaidetto 

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