di Mar. Ros.
Come da programma, al via i lavori della terza commissione consiliare sul Documento unico di programmazione anche in vista del riscontro che Palazzo Spada è tenuto ad inviare al ministero dell’Interno sulla base delle 18 osservazioni sul piano di riequilibrio finanziario, quello che tiene la giunta col fiato sospeso fino al parere definitivo che, come precisato dall’assessore al bilancio Vittorio Piacenti D’Ubaldi, non si avrà a fine mese: «Il 31 gennaio è in calendario una seduta della commissione ministeriale competente che probabilmente inizierà a lavorare ad un’analisi più approfondita del predissesto dell’ente ma la fase istruttoria dura ben 60 giorni, quindi per l’eventuale ok definitivo c’è tempo fino ai primi di marzo. Detto ciò – ha commentato l’assessore – il Piano non è una passeggiata fuori porta».
Documento unico di programmazione Nell’illustrazione del Dup, per l’approvazione del quale sono state convocate ben cinque sedute per la prossima settimana, Piacenti D’Ubaldi ha confermato quanto già anticipato da Umbria 24 ma quella che doveva essere una discussione sul documento, vista anche la sua emendabilità, si è tradotto in un gioco forza dell’opposizione che ha virato sui 18 ‘punti deboli’ messi in luce dal ministero. Thomas De Luca del M5s, quanto Enrico Melasecche di I love Terni e Marco Cecconi di Fd’I-An, hanno richiesto quelli che, in special modo il grillino definisce: «Atti pregiudiziali all’approvazione del Dup. L’assessore deve dimostrare che siano stati rispettati gli equilibri di bilancio come prevede l’articolo 193 del Tuel (Testo unico degli enti locali) altrimenti andiamo incontro a quanto prevede invece l’articolo 141, ovvero il commissariamento». De Luca, per questa ragione ha depositato in corso di commissione una richiesta di accesso che diffida l’ente a procedere a qualsiasi atto, prima degli adempimenti per per il pareggio di bilancio, l’atto è stato firmato da tutti i gruppi d’opposizione.
I lavori della terza commissione consiliare Da parte dell’assessore è stata espressa disponibilità a fornire la documentazione richiesta perché la commissione possa aggiornare i lavori il prossimo venerdì e probabilmente arrivare all’approvazione lunedì 23 gennaio: «Tra le richieste del ministero – ha sottolineato l’assessore – c’è anche il Dup, quindi è necessario procedere in fretta alla delibera di approvazione». Il consigliere Franco Todini di lista civica Il Cammello: «Nella programmazione non ci sono riferimenti a risorse certe». La risposta della giunta: «Le scelte finanziarie del Comune che daranno sostanza alle programmazioni da Dup saranno formalizzate nel bilancio. Per quanto attiene al riscontro che siamo tenuti a fornire all’Interno – ha aggiunto l’assessore – sono in corso verifiche tecniche; se emergeranno decisioni che spettano agli organi deliberativi faremo il dovuto. Fosse sufficiente una nota delle direzioni competenti, saranno comunque informati giunta e consiglio».
Chiesta revoca delega Bilancio a Piacenti D’Ubaldi In apertura della seduta del consiglio comunale di lunedì pomeriggio Marco Cecconi (Fd’I) ha prentato un atto d’indirizzo sottoscritto da tutti i presidenti dei gruppi di opposizione attraverso la quale la minoranza chiede al consiglio comunale di revocare deleghe ed incarico all’attuale assessore al bilancio, «sostituendolo con una figura di garanzia e di comprovate qualità tecnico-professionali. Con un’altra proposta d’atto d’indirizzo – anche in questo caso sottoscritta da tutti i gruppi d’opposizione ed illustrata da Cecconi – si chiede che il consiglio comunale impegni il sindaco e la giunta a «sottoporre all’esame e al voto delle competenti commissioni e dell’assemblea consiliare, qualunque integrazione o modifica del piano di riequilibrio pluriennale, ivi comprese le documentazioni aggiuntive richieste dalle autorità che per legge sovrintendono alla procedura». Sulla lettera del ministero interviene pure la Lega Nord che però non ha rappresentanti in consiglio comunale; a parlare è il consigliere regionale Emanuele Fiorini: «Le osservazioni mosse dal ministero – scrive – mettono in luce l’incapacità della giunta Di Girolamo di far fronte alla grave situazione economico-finanziaria in cui versa il Comune di Terni e, in particolare, a tutte quelle criticità di bilancio che la giunta stessa ha contribuito a creare attraverso una gestione scellerata della cosa pubblica. Cosa serve di più al sindaco per ammettere il proprio fallimento politico e rassegnare le dimissioni?».
@martarosati28
