Il ballottaggio si avvicina e anche nel centro sinistra, dopo un primo turno in cui non tutti hanno sorriso, tornano a farsi sentire le forze della coalizione che sostiene la candidatura di Leopoldo Di Girolamo. Giungono così in serie le note di Sel e delle liste CittAperta, Progetto Terni e Il Giacinto.
Sel «L’esito del voto del 25 maggio – scrivono i vendoliani – ha rappresentato un’importante tappa per la ricostituzione di un governo cittadino di centrosinistra. Di fronte a una frammentazione senza precedenti, Leo Di Girolamo e la coalizione hanno ottenuto un risultato positivo, grazie anche al contributo di Sel (2.123 voti pari al 3,7%, ndR)». Poi, sul ballottaggio: «Domenica si sceglierà anche tra due storie personali profondamente diverse tra loro. Non abbiamo dubbi – scrivono da Sel – che la maggioranza degli elettori saprà riconoscersi nei valori democratici, progressisti ed antifascisti di Leo Di Girolamo. La città ha bisogno di una guida chiara ed autorevole».
Le liste civiche Anche la lista ‘del sindaco’, CittAperta – Terni Dinamica, che ha ottenuto un il 6,9% al primo turno (pari a 3.954 voti), invita il centro sinistra ad un «ultimo sforzo per confermare Di Girolamo alla guida della città e assicurare una rappresentanza consiliare importante per CittAperta». Sulla stessa linea Progetto Terni, terza forza della coalizione con il 4,30%: «Vogliamo proseguire il progetto avviato nel 2009 e la vittoria del nostro candidato ci permetterà di realizzare gli importanti obiettivi del nostro programma». Appelli a cui si aggiunge anche quello de ‘Il Giacinto – Alde Terni 2020’ che invita a scegliere «una guida onesta e sicura per tutti i ternani, a prescindere dalla loro fede politica».
Crescimbeni Il candidato sindaco del centro destra rilancia con quelle che definisce «tre mosse per il lavoro». La prima è «un patto per lo sviluppo e l’occupazione tra tutti gli attori: imprenditori, sindacati, associazioni e istituzioni». La seconda è «un’azione forte con il governo, fino a manifestare sotto palazzo Chigi, per la realizzazione delle necessarie infrastrutture perché il sito di Terni ritorni sito centrale dell’industria italiana». La terza è la «diversificazione dello sviluppo e del tessuto economico con una direttrice orientata verso Roma anche per il rilancio della nostra industria edilizia».
