Palazzo Spada (foto Rosati)

«Senza nulla togliere al prestigio e alle qualifiche di chi è stato nominato, non si può non denunciare una mancata condivisione dei loro profili. Un confronto sulle qualità e sugli elementi che le nomine avrebbero dovuto apportare, avrebbe indubbiamente rinvigorito la Fondazione». Così la pensa il consigliere Pd Michele Pennoni rispetto alle recenti novità in seno alla Carit. Sulla stessa lunghezza d’onda i colleghi di maggioranza Vladimiro Orsini (Pd) e Luigi Bencivenga (Progetto Terni): i tre chiedono discussione in casa maggioranza a 360 gradi.

Fondazione Carit Ai tre soprattutto non sono piaciute le dichiarazioni del capogruppo Pd, che prima del sindaco ha inteso rispondere alle insinuazioni delle forze di opposizione. «L’amministrazione comunale di Terni – aveva detto Cavicchioli – non partecipa a cordate, non sponsorizza candidati alla presidenza della Fondazione Carit e ritiene l’autonomia della stessa elemento rilevante di garanzia per la gestione di un patrimonio di notevole importanza per la nostra collettività».

Excusatio non petita, accusatio manifesta «Le recenti nomine in seno alla Fondazione Carit – si legge nel documento redatto da Pennoni – sono state effettuate dal sindaco Di Girolamo sulla base di una scelta fiduciaria effettuata nella sua piena autonomia così come è diritto del primo cittadino e le dichiarazioni del capogruppo Cavicchioli sono da considerarsi inopportune. Il fatto che l’amministrazione comunale, o il Partito democratico che il capogruppo rappresenta non sponsorizzi questo o quel candidato – spiega il consigliere dem – è un fatto talmente ovvio che nel sottolinearlo o motivarlo si corre il rischio di far pensare il contrario, avallando la tesi di un sostegno politico delle nomine effettuate».

Il caso nomine «Le scelte in questione – sostengono Pennoni, Orsini e Bencivenga –  devono essere compiute in modo da arricchire, col massimo valore aggiunto, un’importantissima istituzione, che gioca un ruolo fondamentale in chiave futura per la città; un confronto sulle qualità e sugli elementi che le nomine avrebbero dovuto apportare non sarebbe certo stata una perdita né di tempo né di opportunità mentre ora rischia di essere occasione di rimpianto. Secondo noi, l’interesse collettivo passa attraverso scelte radicalmente inedite, garanzia di innovazione, merito e competenze di cui la città ha un estremo bisogno».

Maggioranza a Palazzo Spada «Se la guida della città necessita uno sforzo partecipato, questo risulta complicato da raggiungere se da un lato si chiede condivisione e dall’altro la si dimentica. Ci auguriamo – concludono –  che la discussione avviata nel partito e in maggioranza, in cui si sono delineati i tratti del futuro cittadino, si possano affrontare i temi della città a 360 gradi e non 359».

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