Il dirigente scolastico ha lanciato l’allarme e l’assessore alla scuola ha prontamente reagito. Del resto non poteva essere altrimenti. Visto che dirigente e assessore sono la stessa persona.
La storia Il dirigente scolastico dell’istituto De Filis, Carla Riccardi, a settembre aveva denunciato – dice la Uil Funzione pubblica – «che dall’inizio dell’anno scolastico i ‘bidelli’, contrariamente al passato e a quello che avviene negli altri Istituti scolastici del territorio comunale, non puliscono più i pavimenti del refettorio». Ovviamente, scriveva Riccardi, «questo crea disagi e, nel tempo, potrebbe costituire rilevanti problemi ed anche inosservanza alle norme legate all’igiene e alla salubrità degli ambienti».
L’intervento Ricevuta la lettera – che si era autoscritta – l’assessore Carla Riccardi, racconta il segretario della Uil ternana, GinoVenturi, «è intervenuta direttamente per garantire l’igiene del refettorio e anche per evitare eventuali pesanti sanzioni da parte degli organi preposti ai controlli. E come intervenuto il Comune? Chiedendo alla Scuola De Filis di assicurare la pulizia del refettorio? No, ha risolto il problema rivolgendosi a una ditta esterna. Quindi con maggiori costi per il Comune stesso».
Le mansioni Alla Uil, dice Venturi, «non interessa inserirsi nella diatriba su chi spetti la pulizia dei refettori, ma una considerazione ci pare ovvia: lo stesso trattamento della De Filis lo dovrebbero avere anche gli altri istituti comprensoriali. Se pulire i pavimenti del refettorio ‘spetta’ ai bidelli alle dipendenze della scuola lo devono fare anche alla De Filis, se invece spetta al Comune allora per uniformità di trattamento la ditta esterna dovrebbe intervenire anche in tutti gli altri istituti. Se però lo stesso trattamento riservato dall’assessorato della professoressa Riccardi all’istituto diretto dalla professoressa Riccardi dovesse per uniformità di trattamento essere esteso anche alle altre scuole ciò comporterebbe per le casse di palazzo Spada un maggior costo prevedibile di 200 mila euro all’anno».
