di F.T.
Di nuovo le palestre nel mirino, in particolare quelle gestite dalla Provincia di Terni e utilizzate da numerose società sportive del territorio. Dopo la protesta scatenata dalla decisione di aumentare i canoni di utilizzo degli impianti, arrivano gli interventi del consigliere comunale Enrico Melasecche e di quello provinciale Andrea Sacripanti.
«Sportivi danneggiati» Nell’interrogazione diretta al sindaco Leopoldo Di Girolamo, il consigliere ternano dell’Udc sottolinea come «la Provincia sostenga costi di manutenzione per centinaia di migliaia di euro, incassando invece canoni irrisori dall’associazione A. di A. che gestisce gli impianti». Uno scompenso che, secondo Melasecche, «grava interamente sulle spalle degli sportivi e dei loro familiari. Invece di tagliare consulenze e spese inutili – afferma – la Provincia brandisce il blocco degli impianti con l’apposizione di lucchetti». La richiesta rivolta al sindaco è di «intervenire nei confronti dell’amministrazione provinciale per scongiurare la ‘serrata’ delle palestre, nel contesto di una situazione che penalizza numerose società sportive e atleti della città di Terni».
Duro attacco Anche il consigliere provinciale Andrea Sacripanti (Pdl) ci va giù duro e parla di «comportamento intimidatorio da parte dell’amministrazione provinciale». Casus-belli, la lettera inviata dalla Provincia alle società sportive dell’orvietano, in cui si revoca l’utilizzo degli impianti a partire dal prossimo 26 aprile. Motivo: le società non avrebbero sottoscritto il documento in cui accettano di partecipare alle spese per le utenze: luce, acqua e riscaldamento. «Quanto sta accadendo – afferma Sacripanti – è di una gravità inaudita. La Provincia è l’unico soggetto contrattualmente obbligato al pagamento delle utenze e non può avanzare alcun diritto nei confronti delle associazioni sportive, né costringere quest’ultime a sottoscrivere impegni di spesa tanto più minacciando la revoca delle autorizzazioni».
Conti in tasca Anche l’esponente del Pdl punta il dito contro i termini della convenzione che assegna la gestione delle palestre. Un appalto quinquennale, valido dal 2007 al 2012, prorogato fino al prossimo 30 giugno. A Sacripanti non vanno giù i costi, definiti «irrisori» sostenuti dai gestori, a fronte di un ritorno ben più corposo. «Facendo i conti per tutta la durata della convenzione – afferma il consigliere – mentre la Provincia ha ricevuto soltanto 91 mila euro, di cui 90 mila da A. di A. e mille (sic) dalla coop Carli che gestisce gli impianti orvietani, gli stessi gestori hanno incassato dalle associazioni sportive circa 1 milione e 80 mila euro. Di questi 900 mila li ha introitati l’A. di A. e 180 mila la coop Carli. In questo contesto la Provincia, oltre a dover provvedere alle manutenzioni, in virtù della convenzione si è obbligata a sostenere il pagamento di tutte le utenze per un costo annuo di circa 420 mila euro. Cifre che rispecchiano una gestione a dir poco fallimentare che non può gravare, ancora una volta, sulle spalle dei cittadini e delle associazioni sportive».
