Andrea Delli Guanti, segretario Pd Terni

di F.T.

Mosse e contromosse, come in una partita a scacchi. Ai lati del tavolo, il presidente della circoscrizione Est Stefano Bolletta (Pd), che inizia a raccogliere le firme per la propria candidatura alle primarie di coalizione, e – sull’altra sponda – un’ampia parte della dirigenza del Pd ternano, in testa il segretario Andrea Delli Guanti, che ‘stoppa’ la fuga in avanti.

La mossa Nei giorni scorsi Stefano Bolletta, che da tempo ha annunciato l’intenzione di candidarsi alle primarie – diventate nel frattempo ‘di coalizione’ – ha mandato una lettera ai 140 membri dell’assemblea comunale del Pd per sondare il terreno e iniziare a raccogliere le firme necessarie. Carte alla mano, serve il sostegno del 35% dei membri dell’organismo politico o il 20% degli iscritti al partito.

La richiesta «Le primarie non sono una facoltà del gruppo dirigente – osserva Stefano Bolletta nella sua lettera -, ma rappresentano la strada normale da seguire, come da statuto. Possono essere evitate solo in situazioni particolari e con il voto dei tre quinti dei componenti, e non dei presenti, dell’assemblea comunale. Chiederle non è reato, ma solo volontà che vengano rispettate le regole».

La linea Di solito a ogni candidatura corrisponde un programma. Per il presidente della circoscrizione Est, «la politica deve tornare in mano ai cittadini, senza essere ostaggio del sistema dei favori e delle logiche spartitorie. Questa operazione è possibile solo se è il Pd a guidarla, ma per farlo deve alzare la bandiera del rinnovamento. Altrimenti rischia grosso, il partito tanto quanto la città».

Discontinuità Poi la stoccata: «Non mi piace l’idea – osserva Bolletta – che in questa città, mentre in Italia il Pd ci prova davvero, si riproponga la continuità. Questo è sintomo di paura, ma con la paura non si vince. Alle prossime elezioni l’unico pensiero ‘innovatore’ rischia di essere quello dei 5 Stelle, un pensiero populista e quindi pericoloso a cui però in molti si aggrapperanno pur di cambiare».

La replica del Pd ternano, sottoforma di lettera del responsabile dell’organizzazione, non si è fatta attendere. Nella contro-missiva si richiama l’esito dell’assemblea comunale che lo scorso 18 gennaio, pur con numerose assenze, ha approvato con 65 voti favorevoli e 3 astenuti la ‘road map’ che porterà al voto amministrativo. Un percorso che parte dal pieno sostegno alla ricandidatura di Leopoldo Di Girolamo («che dal 18 gennaio è il nostro candidato ufficiale», si legge nella lettera), fino all’esigenza di costruire il programma e una nuova coalizione, «attraverso un confronto con associazioni, personalità, forze vive e movimenti civici». Una linea politica che dal 17 al 23 febbraio – dopo le primarie del Pd umbro – passerà anche al vaglio dei circoli e degli iscritti.

Irritualità La raccolta delle firme da parte del presidente della circoscrizione Est, secondo il responsabile dell’organizzazione, «rischia di non essere rispettosa degli iscritti al nostro partito che avranno la possibilità di esprimersi sulla proposta di linea politica, e di quelli che, in caso di primarie, volessero concorrere. Visto che ogni iscritto ha diritto a farlo con pari possibilità. E questo vale anche per i tempi di inizio e fine della raccolta delle firme».

«Iniziativa personale» Contattato da Umbria24, Andrea Delli Guanti non usa giri di parole: «La lettera di Stefano Bolletta – spiega – fa emergere con chiarezza la natura della sua iniziativa che è personale e non ha a che fare con il percorso tracciato dall’assemblea del Pd. Tutto ciò appare evidente se si iniziano a raccogliere firme quando nulla è stato ancora delineato: dal programma alla coalizione, fino alle stesse primarie. Le firme possono essere raccolte ma allo stato delle cose non hanno alcun valore».

Testa a testa L’impressione è che il gruppo dirigente del Pd possa prendere in considerazione l’ipotesi primarie solo in presenza di più candidature rappresentative. Per questo il match Bolletta vs. Di Girolamo appare un’ipotesi remota, a meno che non emergano anche altri nomi, tanto dalla società civile quanto dai possibili futuri alleati.