«No alla privatizzazione di Asm, no alla svendita delle farmacie comunali». Questo il messaggio lanciato dal gruppo consiliare del Movimento 5 stelle in risposta alla proposta di razionalizzazione delle partecipate del Comune, elaborata dalla giunta e presentata mercoledì mattina dall’assessore al bilancio Piacenti D’Ubaldi, in sede di commissione, destinata ad approdare sui banchi del consiglio.
M5S I pentastellati fanno sapere in una nota, che si opporranno con tutte le forze a qualsiasi opera di svendita delle più importanti aziende municipalizzate del comune. «Con un colpo di mano – si legge nel comunicato – nel giro di una settimana, la giunta comunale intende aprire una breccia verso la privatizzazione dei servizi pubblici portando in consiglio, entro lunedì ,il ‘Piano di razionalizzazione delle partecipate’. Solo tre giorni di discussione – sottolineano i 5 stelle -; non permetteremo che le nostre aziende facciano la stessa fine di Umbria Mobilità».
Asm Nel comunicato, un riferimento all’azienda speciale multiservizi che D’Ubaldi definisce ‘il gioiello del comune di Terni’. «Asm – è scritto – vanta bilanci in utile e crediti per decine di milioni di euro da una molteplicità di soggetti come Ast, Umbria Energy e lo stesso palazzo Spada che sembrerebbe trattenere ancora inspiegabilmente 12 milioni di euro di tariffa sui rifiuti che spettano all’azienda. Le multiutility governeranno il paese per i prossimi 20 anni. Acea, Era, Iren, il disegno della riforma delle macroregioni nasce direttamente su misura di quest’ultime comportando una totale spartizione dei territori in vere e proprie signorie dei servizi pubblici ora privati».
Asfm «L’opera di privatizzazione di importanti assetti del nostro territorio – scrivono i consiglieri del Movimento riferendosi alle farmacie municipalizzate – non deve essere permessa. Svendere il nostro patrimonio per quattro cipolle o con inquietanti e spettrali contropartite, magari a carico della salute dei cittadini è quanto di più deprecabile possiamo aspettarci. In questa vicenda non è possibile non evidenziare come il quadro normativo che disegna questa razionalizzazione è precedente alle vicende di ‘Mafia Capitale’ e alle azioni intraprese dalle amministrazioni al fine di dare massima trasparenza ad ogni operazione. Ecco perché – si legge a margine – il M5S si opporrà con tutte le azioni possibili a questo colpo di mano».
Sergio Cardinali A intervenire sul piano di razionalizzazione delle partecipate, anche Sergio Cardinali, responsabile nazionale di Filctem-Cgil pronto alla candidatura: «Solo una settimana fa eravamo in consiglio comunale congiunto a dare il via a una nuova fase per il territorio, Ternano-Narnese, impregnato di slancio progettuale e sviluppo. Poi la dura realtà con la giunta di Terni che il 6 marzo ha deciso di avviare il percorso per privatizzare le aziende pubbliche di proprietà dell’ente, tra cui le farmacie municipalizzate e Asm, su cui abbiamo caricato il salvataggio di Isrim, peraltro non ancora realizzato, mentre Umbria Energy doveva rappresentare un grande trade energetico di valenza regionale e anzi superare i confini. Cosa dire del ruolo dell’infrastrutturazione del territorio con le fibre ottiche i servizi telematici della City grid. Tutto abbandonato, oppure lo affideremo come al solito a qualche soggetto privato che ne trarrà i fortissimi benefici. E pensare che le aziende sono sane proprio per il sacrificio dei lavoratori, alla mancata applicazione del turn over, all’aumento dei carichi di lavoro, ai tagli sui servizi e sugli investimenti. Ed oggi che le aziende producono ancora utile per la comunità, ancora prima di riscuotere il debito di Acea nei confronti di Umbria Energy, li vendiamo! E tutto ciò viene deciso senza il minimo coivolgimento di quei lavoratori e delle parti sociali che li rappresentano».

La nuova frontiera del Business: la gestione dei servizi essenziali per la comunità. Guadagno certo entro breve tempo. Dopo un iniziale investimento si passerà ad una corposa ristrutturazione, riduzioni di personale, terziarizzazione dei servizi non di core-business ed infine aumento delle tariffe. Guadagno assicurato per i granosi, aumenti di costo assicurato per i cittadini. Se si vuole vendere bisogna farlo ad una diffusa platea di Cittadini non ad imprenditori a caccia di soldi facili. Solo una public company può garantire gli utenti di Terni, solo se i cittadini sono proprietari della loro città si hanno garanzie !!!