«Il centrosinistra locale ha indebitato i cittadini ternani per oltre 15 milioni di euro e se quel milione e settecentomila euro di debiti fuori bilancio fosse stato inserito nel bilancio di previsione del 2015, eravamo probabilmente al predissesto già un anno fa». E ancora: «In una fase di crisi gravissima per Terni la parola d’ordine per la giunta Di Girolamo è salvare la pelle, cioè la poltrona. Tutte le soluzioni vengono studiate pur di rimanere a galla rimandando cinicamente il peso delle responsabilità ai fessi che verranno ma alcune scelte del passato da vacche grasse non si toccano, quelle no». Le due dichiarazioni sono rispettivamente di Federico Pasculli del M5s ed Enrico Melasecche di I love Terni: dai banchi dell’opposizione i consiglieri si scatenano sui temi caldi, anche la Lega Nord ne approfitta per dire la sua.
Partecipate «Le maggioranze di centrosinistra hanno fallito – dice Pasculli – e sia chiaro che i loro errori ricadranno totalmente sulla testa di noi cittadini ternani, saremo infatti costretti a ripagare questi debiti, spalmati su più anni a fronte di gravosi interessi. È stato ipotecato il futuro di intere generazioni con noi ternani che saremo costretti a subire altri tagli ai servizi locali e molto probabilmente perderemo alcuni beni della collettività grazie alla privatizzazione di aziende partecipate come le farmacie comunali e ASM. Sindaco e giunta presentino lettera di scuse accompagnata da dimissioni immediate. Si vada subito al voto. Noi siamo pronti»
Palmetta «Tutto si svende – fa eco Melasecche – ma Palmetta per esempio non si tocca. L’antica, deliziosa villa, posta in posizione dominante e panoramica sulla città assegnata dai tempi del sindaco Raffaelli all’associazione Demetra per aggregazione giovanile. Alcuni soggetti, beati loro, figli anche di dirigenti politici del Comune, di quelli che contavano, hanno, fra gli altri, anche il privilegio di rimanere sempre giovani. La villa di Palmetta rimane un’enclave a loro gentile disposizione per esercitazioni canore, affabulazioni filosofiche e, non guasta mai, disquisizioni gastronomiche. ‘Mens sana in corpore sano’ e intanto al popolo bue si aumentano brutalmente i costi delle mense scolastiche del 15% e la Tari ma i privilegi ai figli d’arte di questa ‘sinistra bulimica’ non si toccano. Oltretutto il Comune aveva stanziato cifre rilevanti da mettere a disposizione di quei giovani fortunati per ristrutturare l’immobile ma, da quello che si vede, forse qualche problema c’è stato. Vorremmo timidamente capire che fine hanno fatto quei soldi e chi sta controllando. Presento un’ apposita interrogazione al sindaco – annuncia – per comprendere la logica delle svendite affinché si guardi bene dal ridurre privilegi sfacciati per i figli dei suoi amici e compagni».
Lega Nord Sul dibattito vivo in questi giorni interviene duramente anche il Carroccio. Il partito di Salvini non ha rappresentanti in consiglio comunale ma il consigliere regionale Emanuele Fiorini, che peraltro è originario della Conca, non perde occasione per intervenire: «Un bilancio in profondo rosso e debiti extra che si è tentato di celare a livello contabile, palesano una situazione di completo dissesto e fallimento. Parlare di manovre contabili, ristrutturazione del debito, riequilibrio pluriennale da parte di chi questa situazione ha contribuito a generarla, appare tragicamente ipocrita. A questo punto, l’unico atto doveroso e rispettoso nei confronti dei cittadini che il sindaco Di Girolamo e la sua giunta possono compiere, assumendosi così le proprie responsabilità, è quello di rassegnare finalmente, le dimissioni».
